Strage della stazione di Bologna, 35 anni senza mandanti

Strage della stazione di Bologna, 35 anni senza mandanti
Strage della stazione di Bologna, 35 anni senza mandanti

35 anni fa l’Italia viveva uno dei più brutti eventi della sua storia del dopoguerra: la strage della stazione di Bologna.

Il 2 agosto del 1980 venti chili di tritolo provocarono 85 morti e 200 feriti: una strage, una carneficina.

Le persone alla stazione di Bologna provenivano da tutta Italia, da una cinquantina di città diverse.

Molti erano lavoratori, ma una gran parte erano famiglie che si apprestavano ad andare in vacanza.

Per il riconoscimento di molti cadaveri, o di quello che ne rimaneva, ci volle del tempo. La deflagrazione fu così violenta che fece crollare parte delle strutture della sala d’aspetto, e l’onda d’urto andò a investire anche un treno in sosta sul primo binario.

La gente anziana pensava che si fosse tornati in guerra. Dopo, silenzio. Silenzio e lamenti.

E le persone che vagavano senza una meta, sporche di sangue e ancora incapaci di rendersi conto, di capire cosa fosse veramente successo.

Per la strage sono stati condannati in via definitiva Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, quali esecutori materiali, oltre a Luigi Ciavardini, che all’epoca era minorenne.

Ma dei mandanti, nemmeno l’ombra. Nel manifesto della commemorazione si legge: 35 anni senza mandanti.

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