Prezzo Petrolio 28 Gennaio 2017: quotazione influenzata dalla possibile riforma fiscale di Trump

Quotazione Petrolio influenzata da possibile riforma Trump

Ancora una volta gli Stati Uniti si preparano a sferrare un colpo basso ai paesi Opec, mettendo così a repentaglio la quotazione del petrolio: si tratta nuovamente di Donald Trump, che con la sua possibile riforma fiscale – illustrata recentemente in uno dei discorsi del neo presidente – potrebbe influenzare e non poco il prezzo del greggio.

Ma andiamo a vedere in che modo il costo dell’oro nero potrebbe perdere inesorabilmente quota vanificando gli sforzi per la sua stabilizzazione.

Quotazione petrolio in pericolo: ecco il piano di Trump alla guida degli USA

Non è una novità l’astio degli USA nei confronti dei nuovi patti Opec volti al taglio della produzione del petrolio, e proprio da qui ha intenzione di partire il neo eletto presidente Trump, che ha reso nota la sua volontà di mettere in atto una riforma fiscale atta, tra le altre cose, a sconvolgere il mercato petrolifero.

Ma cosa prevede il piano Trump?

Il meccanismo che egli vuole innescare riguarda il costo dei beni importati, che non potrà essere detratto dall’impresa a scopo fiscale, mentre sarà possibile per quanto riguarda i beni esportati. Questo sistema si riflette automaticamente anche sul mercato del greggio, andando a spingere del 25% in più il costo del Wti americano, che arriverebbe a costare intorno ai 68 dollari al barile.
In questo modo il premio sul Brent sarebbe pari addirittura a 10 dollari, valore superiore di ben 7 dollari rispetto alla situazione attuale.

Continuando di questo passo, la produzione interna USA del greggio aumenterebbe a dismisura a discapito del Brent, che tra due anni arriverebbe a costare 50 dollari al barile, ovvero il 10% in meno rispetto a oggi.
In conclusione, la quotazione del greggio che appare fortemente influenzata dai piani di Trump, traballa vistosamente, e l’Opec sarà costretto a escogitare nuove mosse per arginare queste difficoltà.