Popolo biblico della Siria: cosa si sa sugli Aramei? Esistono ancora oggi?

cultura aramaica

Gli Aramei sono un popolo nomade semitico di cui viene menzionato ben 6 volte il nome all’interno della Bibbia ebraica. Gli Aramei erano stanziati e vivevano in Mesopotamia e anche nelle regioni vicine che ad oggi corrispondono agli stati di Libano Giordania, Siria, Iran Iraq e Turchia. Proprio la parola Aramei significa “tra i due fiumi” oppure “i fiumi degli aramei” e gli studiosi oggi pensano che i due fiumi siano il Tigri e l’Eufrate, stando a quello che viene riportato nel libro dei giubilei. Tra il 1901 e il 1908 gli autori della Jewish Enciclopedia non riescono a trovare il nome Ahram nelle trascrizioni assire o babilonesi, ma per trovarlo si basano solamente su tre tavolette chiamate Lettere di Amarna che identificarono questo popolo con il nome Naharaim.

Origine degli Aramei

Il termine Aramei è un termine molto antico già utilizzato dal popolo ebraico per indicare una sorta di parenti o cugini più lontani, più distanti e che abitavano più a oriente.

Il popolo aramaico però non divenne mai un vero e proprio stato unito, ma rimase semplicemente come popolo accomunato da usi, costumi e dai un’unica lingua, la lingua aramaica che utilizzava nella forma scritta l’alfabeto dei Fenici. Durante gli imperi babilonesi prima e persiano poi ,la lingua aramaica divenne di fatto la lingua franca di tutto il Vicino Oriente Antico.

Quando si parla infatti aramei, ci si riferisce in realtà più all’aramaico come lingua che al regno arameo che in realtà è esistito solamente per periodi molto brevi e si riferisce alla popolazione ma non ad un vero e proprio stato esistente. E’ molto probabile che gli aramei si trovassero nell’area della Siria fino al quattordicesimo secolo avanti Cristo e che avessero un’organizzazione familiare chiamata Bet come Bet Adini che significa casa di Adin oh Bet Agusi che si trova a nord della città di Aleppo.

Cultura aramaica

Forse la più importante opera letteraria aramaica e la Stele di Zakkur, una stele di pietra in cui si narrano le vicende elle vita e delle gesta di un re e in cui è anche contenuta una maledizione che verrà lanciata su coloro che avessero osato distruggere la stele stessa.

Dal punto di vista artistico le città aramaiche possedevano costruzioni monumentali davvero grandiose e molto imponenti ed erano ricche di statue e bassorilievi di ogni tipo. Lo stile aramaico era molto originale ed è distinguibile da tutti gli altri stili e l’unico influsso che ha avuto è quello dell’arte neoittita. La religione degli aramei era molto simile a quelle babilonese e cananea, poiché le principali divinità adorate erano El baal e Astarte. L’adorazione di queste divinità si espandeva per tutta la mezzaluna fertile e di conseguenza per tutte e popolazioni che la abitavano.

Tuttavia in seguito gli aramei furono uno dei primi popoli in assoluto ad abbracciare in toto il cristianesimo. Tra tutti i popoli considerati antichi, senza dubbio la cultura aramaica si è aperta immediatamente a quella cristiana e le contaminazioni sono avvenute fin dal principio della sua apparizione.