Almaviva: dopo il no delle Rsu romane licenziamenti inevitabili

Almaviva licenziamenti

Dopo il vertice Almaviva con i sindacati, Teresa Bellanova, viceministro per lo Sviluppo Economico ha annunciato il fallimento della trattativa tramite un tweet: l’accordo è saltato per oltre 1600 lavoratori sui 2511 a rischio licenziamento: se da Napoli la risposta è stata positiva ed è stato possibile congelare momentaneamente i licenziamenti , i RSU di Roma si oppongono, contro ogni aspettativa. Si credeva infatti che tutti i licenziamenti sarebbero potuti essere evitati, ma così non è stato e ciò ha costretto il ministro Calenda ad accettare la sconfitta, dichiarando che ormai è certo che i lavoratori coinvolti si troveranno senza impiego.

La divergenza di opinione è emersa a lavori iniziati: durante il meeting al Ministero dello Sviluppo Economico , quando quasi tutti i dettagli erano stati messi a punto, le Rsu hanno fatto sapere di non voler firmare l’accordo. Secondo quanto dichiarato, esse dopo una consultazione decidendo a maggioranza che non fosse fattibile una trattativa che minava al salario dei dipendenti. Posizione completamente opposta quella dei sindacati Cgil, Cisl e Uil , che nelle persone di Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Barbagallo si erano dichiarati propensi all’accettazione.

Il segretario Cisl Fistel, Giorgio Sorao, si è scagliato duramente contro la decisione presa dalle RSU romane, che si è mostrato fortemente preoccupato per il destino degli oltre 1600 lavoratori che perderanno il posto, sottolineando come la mancata accettazione dell’accordo discordi con il concetto di rappresentanza sindacale.

Fortunatamente almeno i lavoratori di Napoli avranno un destino più roseo: 850 lavoratori a partire da Gennaio saranno in cassa integrazione almeno per i prossimi 3 mesi. Non sussiste ancora un accordo definitivo, ma per ora non hanno perso il posto. Per ora avranno diritto alla cassa integrazione per 3 mesi e la garanzia di ottenere un nuovo accordo entro Marzo 2017. Il risultato è stato possibile grazie alla scorporazione delle due Rsu coinvolte, romana e napoletana, che hanno conseguentemente potuto agire in totale autonomia.

Al centro delle critiche anche il Governo: secondo Riccardo Saccone, segretario SIC Cgil , esso non sarebbe stato un arbitro efficace durante tutto il corso della trattativa. Secondo lui, il no delle Rsu romane deriverebbe dalla paura di iniziare a licenziare e dallo scarso tempo ottenuto per avere una discussione con i lavoratori coinvolti.