WWF sostiene che il carbone vada bandito per salvaguardare la salute e l’ambiente

WWF sostiene che il carbone vada bandito per salvaguardare la salute e l'ambiente
Il carbone fonte di malattie e inquinamento. Il WWF propone la campagna Wwf`No al carbone, sì al futuro e attacca Matteo Renzi.

Il carbone fonte di malattie e inquinamento. Il WWF propone la campagna Wwf`No al carbone, sì al futuro e attacca Matteo Renzi.

Il WWF lancia una campagna contro il carbone. La World Wide Fund For Nature è contro il carbone, poiché nocivo per la salute e l’ambiente. L’organizzazione internazionale non governativa di protezione ambientale la cui sede è a Gland, in Svizzera sta promuovendo, in questi giorni dell’Epifania, la battage WWF No al carbone, sì al futuro, sostenuta da un dossier che cita: “A parità di energia prodotta questo combustibile fossile rilascia in atmosfera, nei terreni e nelle acque, le maggiori quantità di inquinanti ed è inoltre la principale minaccia per il clima del pianeta, visto che le emissioni di CO2 provenienti dalla combustione del carbone arrivano a essere del 30% superiori a quelle del petrolio e del 70% superiori a quelle del gas naturale”.

I fondatori e i sostenitori del WWF chiedono a Matteo Renzi di bandire il carbone e, sopratutto un piano di rapida uscita dal carbone che preveda tappe ben precise e disincentivi, i quali impediscano agli operatori di privilegiare l’uso delle centrali a carbone che emettono più CO2.

Il presidente del consiglio viene attaccato dall’associazione del WWF in quanto, come si spiega in una nota ufficiale: “Renzi, il 22 giugno 2015, agli Stati Generali sul Clima, avesse affermato che ‘Oggi il nostro nemico è il carbone e annunciato provvedimenti entro sei mesi’. Un impegno finora, però disatteso”.

Il dato riportato nel dossier del WWF è allarmante, in quanto se si chiudessero tutte le centrali elettriche alimentate a carbone in Europa si eviterebbe, ogni anno, la morte di 18.200 di persone e si risparmierebbero ben 42,8 miliardi di euro l’anno in costi sanitari e 2.100.000 giorni di cure farmacologiche.

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