Volkswagen decide di patteggiare: pagherà 4,3 miliardi per Dieselgate

Patteggiamento Volkswagen

Lo scandalo Dieselgate ha fatto discutere moltissimo negli ultimi tempi, ma per Volkswagen potrebbe essere arrivato il momento di metterci una pietra sopra negli Stati Uniti d’America: il gruppo ha infatti deciso di patteggiare, dichiarandosi colpevole e decidendo di pagare una somma di 4,3 miliardi di dollari.

Tutti i dettagli del patteggiamento

Volkswagen ha ammesso la propria colpevolezza per i reati di cospirazione, falsa dichiarazione e ostruzione alla giustizia: tutti questi crimini sono infatti riconducibili alla manomissione di un software al fine di modificare i dati riguardanti il livello di emissioni. A scegliere il patteggiamento ci ha pensato ovviamente la dirigenza del gruppo che, subito dopo, nella persona dell’amministratore delegato Matthias Muller, ha colto l’occasione per porgere le proprie scuse sottolineando come l’accordo con la giustizia statunitense possa essere considerato un modo per ammettere e pagare gli errori commessi.

Stando alle dichiarazioni di Muller ora l’obiettivo prioritario del gruppo è quello di riconquistare la fiducia dei clienti e dei soci azionisti, e per farlo intende impegnarsi al massimo; nonostante la truffa riguardo l’emissione e l’insabbiamento da parte dei vertici, Volkswagen si dichiara pronta a rivoluzionare il proprio modo di agire e di intendere gli affari, scegliendo la legalità.

Le accuse contro sei dipendenti Volkswagen

Ben sei dipendenti Volkswagen sono stati messi in stato d’accusa dalla giustizia USA, tra cui: Jens Hadler,Richard Dorenkamp,Heinz- Jabob Neusser e Oliver Schimdt. Quest’ultimo, nel dettaglio, ricopriva il ruolo di responsabile della divisione ambientale nello stato del Michigan. Egli è stato arrestato nella giornata di lunedì, mentre gli altri, accusati come Schimdt per il reato di cospirazione si trovano al momento in Germania.

Secondo quanto emerso dai dati raccolti, il gruppo Volkswagen avrebbe nascosto i reali livelli di emissioni di alcuni motori diesel per anni, ma non solo: moltissimi documenti attestanti la colpevolezza sarebbe stati distrutti in seguito allo scoppio dello scandalo, rendendo le indagini più complesse; da qui l’accusa di ostruzione alla giustizia.

Al fine di poter pagare risarcimenti danno e multe,l’azienda di automobili tedesca sarà costretta a far lievitare il numero di accantonamenti. Il debito sale dunque a circa 23 miliardi di dollari: 4.3 come d’accordo per il patteggiamento, e oltre 18 per risarcimenti e sanzioni.