Uscita italiana dall’Euro: quali le conseguenze?

Uscita Italia da Euro

Ultimamente si parla sempre più spesso di quali potrebbero essere le conseguenze di una eventuale uscita dall’euro per il nostro paese: l’opinione pubblica si divide, come sempre, tra sostenitori e detrattori della proposta, fortemente voluta da alcune delle più importanti forze politiche italiane, come il Movimento Cinque Stelle, dichiaratosi lontano dalla Comunità Europea fin dal suo esordio.

Dopo il risultato del Referendum Costituzionale dello scorso 4 Dicembre, che ha visto prevalere il no, Alessandro Di Battista, grillino noto sopratutto per i suoi discorsi d’impatto in Parlamento, ha nuovamente espresso la sua idea in modo forte, sostenendo che l’Italia abbia bisogno di un nuovo referendum, questa volta per decidere riguardo il proprio futuro nell’Euro. Ma quali sarebbero le conseguenze politiche ed economiche dell’uscita?

Uscita italiana dall’Euro: analisi a confronto

Secondo alcuni analisti, l’uscita italia dall’euro sarebbe possibile senza troppi danni collaterali: nonostante i naturali sconvolgimenti politici ed economici che ne deriverebbero, la situazione potrebbe essere gestita e contenuta con una forte contrapposizione dal punto di vista politico. La situazione di incertezza economica che seguirebbe al cambio di moneta, sarebbe la stessa che si verifica dopo ogni svalutazione della stessa.

Molti però, ben più pessimisti, sostengono che non sia proprio così: alcune altre teorie economiche mostrerebbero infatti che a seguito del cambio moneta, gli investitori esteri si troverebbero costretti ad abbandonare i loro affari nel nostro paese, portando ad una forte diminuzione della capacità di acquisto dei consumatori.

Altro pericolo da non sottovalutare è rappresentato senza dubbio dalla fase transitoria, quella in cui, di fatto, circolano ancora due monete; il cambio risulterebbe poco vantaggioso per i clienti delle banche, spinti ad affrettarsi. La doppia circolazione porterebbe ad una conversione quasi immediata di obbligazioni e depositi e le famiglie potrebbero essere vittime di pesanti debiti.

Tra i sostenitori dell’iniziativa il già citato Alessandro Di Battista, che , secondo le ultime dichiarazioni, ha sottolineato nuovamente la distinzione esistente tra Euro ed Europa, ricordando quali furono i primi effetti all’indomani dell’introduzione della moneta unica nei primi anni 2000. Il Movimento Cinque Stelle rivendica l’esigenza dei cittadini di essere parte attiva in questa decisione, invocando appunto un referendum.

Nonostante le tesi contrastanti, al momento la priorità rimane la creazione di un nuovo Governo.