Storia ed origini di superstizioni popolari

‘’Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male’’, diceva il drammaturgo, attore, regista e poeta italiano Eduardo De Filippo.

In molti avranno pensato almeno una volta ‘’non ci credo, ma nel dubbio evito’’, testimonianza del fatto che molte delle credenze popolari sono oramai radicate nella nostra quotidianità.

Le credenze popolari sono dure a morire, come alcune che si dice portino sfortuna, dal passaggio sotto una scala o quello di un gatto nero alla rottura di uno specchio o l’apertura di un ombrello in casa. Tuttavia, ci sono anche simboli che secondo credenze popolari portano fortuna, come lo scarabeo, la coccinella o il quadrifoglio.

Per questo, abbiamo stilato una lista delle superstizioni popolari più diffuse, molte delle quali si sono tramandate nel corso dei secoli a partire dall’epoca medievale.

Lo specchio rotto

Dato che lo specchio duplica tutto ciò che vi si riflette, in alcune culture lo specchio era considerato un oggetto magico. I romani, per esempio, pensavano che attraverso lo specchio potessero osservare cosa avveniva ai confini dell’Impero. I primi specchi vennero prodotti a Venezia ed erano alquanto costosi, così i padroni di casa sparsero la voce che rompere uno specchio avrebbe portato sfortuna, per evitare che i domestici li rompessero maldestramente. Nel dettaglio, la disgrazia si sarebbe estesa per un periodo di sette anni. Nella cultura romana, infatti, si credeva che il ciclo della vita di un uomo si rinnovasse ogni sette anni.

Numeri

A proposito di numeri, questi giocano un ruolo rilevante nel campo delle superstizioni popolari. A tal riguardo, per esempio, gli amanti del gioco hanno superstizioni su quasi tutti i numeri. Con riferimento al numero della bestia ‘’666’’, per questo motivo il numero sei risulta un numero sfortunato, mentre il numero sette si considera fortunato in molte culture, come in quella greca. Pitagora infatti lo considerava un numero perfetto.

Il gatto nero

Secondo le credenze popolari, se un gatto nero attraversa la strada sarebbe prudente attendere che qualcun’altro attraversi prima di noi, in modo che sia quest’ultimo ad attirare a sé la sfortuna, oppure fare tre passi indietro prima di continuare il proprio cammino. Originariamente si credeva che il gatto nero riuscisse a mimetizzarsi con l’oscurità e spesso i loro occhi gialli spaventavano i cavalli procurando spesso incidenti, così i cavalieri e cocchieri maledicevano questi animali con i propri conoscenti. Nel 1233 addirittura venne emanata una bolla con cui Papa Gregorio IX autorizzava lo sterminio dei gatti neri.

Passaggio sotto la scala

Secondo la credenza popolare, passare sotto una scala attrae sfortuna. Questa credenza ha sia una ragione religiosa, sia laica. Nella fede cristiana una scala appoggiata alla parete forma un triangolo che rappresenta la Trinità, per cui passarvi sotto indicava un affronto al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. In altre culture antiche, come quella egizia, la scala veniva utilizzata dal dio Orus per condurre i defunti verso la luce eterna, simboleggiando, la scala, la chiusura del ciclo vitale.

Rovesciare olio o sale

Sin dai tempi antichi olio e sale sono stati considerati degli alimenti preziosi che richiedevano molti sacrifici fisici, e per questo non potevano essere sprecati. Per questa ragione, rovesciare l’uno o l’altro viene considerato un gesto di malasorte.

Appoggiare il cappello o la borsa sul letto

Poggiare un cappello sul letto evoca brutti pensieri. Medici e preti, chiamati con urgenza, giungevano al capezzale di moribondi o ammalati e spesso dimenticavano per la fretta borsa e cappello sul letto. Per questo motivo, oggi è considerato un gesto che porta sfortuna a chiunque lo compia.

Aprire l’ombrello in casa

Nell’antica Roma l’ombrello veniva utilizzato per ripararsi sia dal sole sia dalla pioggia. Nel dettaglio, in quell’epoca si credeva che chi aprisse un ombrello in casa non mostrava abbastanza rispetto nei confronti del dio Sole. Secondo altre credenze vicine ai giorni nostri, dato che le famiglie povere aprivano gli ombrelli in casa per riparare perdite o finestre rotte, aprire gli ombrelli in casa porterebbe disgrazie finanziarie.

Toccare ferro

Secondo un’antica credenza popolare, toccare ferro salverebbe dalla sfortuna. Nel dettaglio, servirebbe toccare un ferro di cavallo. Secondo una leggenda, un giorno il diavolo bussò alla porta di San Dunstiano, un santo inglese, chiedendogli di ferrare un cavallo. Tuttavia, anziché ubbidire al suo ordine, il santo ferrò gli zoccoli del diavolo al pavimento, facendogli promettere in cambio della sua libertà che non sarebbe entrato in nessuna casa sulla cui porta fosse esposto un ferro di cavallo. Oggi quest’oggetto è considerato un simbolo di protezione contro il demonio e la sfortuna.