Senato elettivo, la fronda anti Renzi

Senato elettivo, la fronda anti Renzi
Senato elettivo, la fronda anti Renzi

Per il Senato elettivo si va consolidando la fronda anti Renzi.

Sull’elezione diretta del nuovo Senato, i firmatari dell’emendamento che, riportandoci indietro, sono favorevoli, si aggirerebbero sui 170, cioè la maggioranza dei Senatori.

Vale a dire i Senatori che, trasversalmente, tendono a garantirsi il posto, nonostante il Senato, così come era stato concepito, non avesse più senso.

Si cerca di mantenere il posto e lo stipendio, contrariamente alla riforma vera, originaria, che prevedeva che il Senato diventasse una sorta di Camera delle Regioni.

Alla bisogna, sull’inciucio sono favorevoli trasversalmente la minoranza Pd, Forza Italia, la Lega, Sel e M5S.

Il Premier Matteo Renzi interviene sobriamente peraltro sulla questione, facendo notare che a suo avviso la maggioranza non mancherà.

Anche se, qualora i numeri fossero effettivamente questi, la maggioranza rischia eccome.

E, come se non bastasse, sull’intero provvedimento piovono circa cinquecentomila emendamenti.

Questo vuol dire che il governo, con tutta probabilità, dovrà porre la fiducia.

Di fronte a una nuova fiducia, tutti gli emendamenti verranno spazzati via, e si dovrà votare a favore o contro il provvedimento presentato.

Se si voterà contro, Renzi e il suo governo andranno a casa. Se si voterà a favore, come probabile, passerà anche la riforma del Senato.

Ovviamente, l’ultima ipotesi è la più probabile non per ragioni politiche, quanto per ragioni molto più venali: i signori senatori non hanno nessuna intenzione di far sciogliere le camere e di rinunciare allo stipendio.

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