Scandalo emissioni: FCA al centro delle accuse, il duro scontro Roma-Berlino

Azioni FCA

Berlino sembra non mollare sulla faccenda Dieselgate: ultimamente si è parlato moltissimo dello scandalo anche e soprattutto per l’accordo riguardo il patteggiamento accettato da Volkswagen negli Stati Uniti d’America. La corte di giustizia statunitense ha infatti condannato l’azienda tedesca al pagamento di una maxi-multa, con le accuse di ostruzione alla giustizia, cospirazione e falsa dichiarazione.

Il patteggiamento è costato a Volkswagen il pagamento di una sanzione da 4,3 miliardi di dollari; sei dirigenti, inoltre, rischiano l‘arresto per i capi d’accusa sopra citati, in particolar modo perché la distruzione di alcuni dati sulle emissioni di veicoli diesel ha ritardato le indagini.

Le accuse a Fiat Chrysler Automobilies

Al centro del ciclone al momento c’è Fiat Chrysler: sembrerebbe infatti che in Germania le istituzioni, in particolar modo Alexander Dobrindt che riveste la carica di Ministro dei Trasporti, non sia disposto a mollare nello scontro che da mesi vede contrapposte Italia e Germania sulle emissioni; scontro in cui la Commissione Europea sembra rivestire il ruolo di mediatore.

Dobrindt ha affermato che le autorità italiane sapessero da mesi ciò che faceva Fiat Chrysler Automobilies, ma che quest’ultima si sia rifiutata di rispondere ad alcune domande riguardo dei dispositivi di spegnimento, non chiarendo dunque la propria posizione. La Germania da parte della Commissione Europea pretende l’intervento, e il ritiro almeno momentaneo dei veicoli incriminati.

La risposta italiana di Delrio però non si fa attendere: le richieste tedesche sarebbero assolutamente immotivate, oltre che fuori luogo; secondo il ministro infatti, la cosa migliore per la Germania sarebbe di quella di continuare a occuparsi degli scandali di casa propria, data la difficile posizione di Volkswagen. Delrio rincara la dose, sostenendo inoltre che quest’accanimento tedesco violi il principio di responsabilità di ogni Nazione.

Il Ministro dei Trasporti italiano ha sottolineato come nell’ambito delle indagini su Volkswagen, l’Italia non sia intervenuta chiedendo ulteriori chiarimenti, decidendo di fatto di fidarsi di quanto sostenuto dalle istituzioni tedesche; lo stesso non si può dire del paese guidato da Angela Merkel. Per il futuro l’Italia ha intenzione di ridurre ulteriormente le emissioni tossiche, motivo per il quale nel nostro paese e in tutta Europa si sta pensando di introdurre controlli su strada, dove le performance del veicolo corrispondono maggiormente alla realtà.