Riforma Pensioni News Oggi 21 Gennaio 2017: esodati, donne e quota 41, le novità

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Importanti novità dal Governo Gentiloni per quanto riguarda la Riforma Pensioni, in quanto sembrerebbe che finalmente le istituzioni si siano decise a mettere mano alla speranza di vita. Sono queste infatti le parole del sottosegretario Cassano, che spiega come si lavorerà in futuro sulla diversificazione pensionistica in basa all’aspettativa di vita e soprattutto in base al lavoro svolto.

Grazie a queste parole le parti sociali, nonché tutta la popolazione che andrà in pensione nei prossimi anni, potrà stare tranquilla che almeno dal punto di viste recettivo il Governo voglia mettere realmente mano a un’annosa questione, ovvero a questa famigerata aspettativa di vita. Stando quindi alle ultime news sulla riforma pensioni valutando più bassa la speranza di vita di un lavoratore che purtroppo è stato impiegato per 40 anni in miniera piuttosto che quella di un impiegato che svolge la sua attività lavorativa seduto in un ufficio con aria condizionata.

Differenze logiche e sacrosante che però non sempre sono state prese in considerazione, se non a parole, dall’Inps, che ha si creato degli scivoli per chi ha fatto lavori usuranti, ma solo, e soprattutto, quando questi hanno causato ormai problemi di salute, e mai prima, come uno stato assistenziale avrebbe il compito di fare.

Riforma Inps: esodati, donne e quota 41

Si parla ormai da molti mesi degli esodati, della quota 41 e dell’opzione donna, tutte cose che dovranno trovare presto esecuzione, visto che ormai il Governo Gentiloni si è espresso in merito in maniera positiva. Per quanto riguarda le donne si è ormai capito che queste fanno da sempre un triplo lavoro, ovvero quello svolto fuori casa, quello di educatrici dei figli (quando si hanno), e infine quello di casalinghe. Anche se oggigiorno i lavori domestici vengono svolti da ambo i coniugi, è innegabile che per formazione sociale le donne in linea di massima si occupano di più dei fornelli e del cucito rispetto agli uomini. Queste cose devono giustamente essere riconosciute e devono valere un anticipo nell’ingresso in pensione.

Stesso discorso può essere fatto per la quota 41, che garantisce l’ingresso in pensione anticipata per chi può vantare 41 anni di contributi, cosa anch’essa giusta e doverosa per chi ha iniziato a lavorare a 19 o 20 anni e che quindi si trova a 61-62 anni già con ben 41 anni di contributi Inps che gli permetterebbero di andare qualche anno prima in pensione.

Quota 41 e aspettativa di vita: cosa cambierà

Naturalmente con la rivalutazione della pensione in virtù dell’aspettativa di vita cambieranno diverse cose nella quota 41, in quanto per alcuni lavori, come appunto quello del minatore, potrebbero essere sufficienti 35 anni di versamenti, cosa che permetterebbe al minatore di poter andare in pensione anche a 55-56 anni, età giusta per ritirarsi da un lavoro distruttivo sia per il corpo che per la psiche, dove si rischiano diversi problemi alla vista e alla respirazione.