Riforma Pensioni News 24 Gennaio 2017: Boeri contrario, novità di oggi

Riforma pensioni

Il presidente dell’Inps Tito Boeri ha bocciato la riforma delle pensioni, ultimo atto del governo Renzi, perché non risolve le iniquità del sistema e fa aumentare il debito implicito costringendo i governi futuri a tagliare le pensioni dei lavoratori. Parole dure che hanno provocato la replica di sindacalisti e politici. Questi i fatti.

Riforma pensioni, Tito Boeri: “la manovra aumenta la spesa pensionistica”

Ieri al convegno Tuttopensioni organizzato dal Sole 24 Ore, Tito Boeri – presidente dell’INPS in carica – ha aspramente criticato la riforma delle pensioni varata a fine 2016 insieme alla legge di bilancio e ultimo atto prima delle dimissioni del governo Renzi.

La riforma varata introduce nel sistema pensionistico meccanismi come l’Ape e l’Ape social, che consentono di uscire dal mercato del lavoro anticipatamente, il cumulo gratuito dei contributi – nel caso essi siano stati versati a favore di più enti previdenziali -, introduce l’ottava salvaguardia per i lavoratori esodati e mette nero su bianco le categorie di lavori usuranti.

Le criticità riguardo alla riforma espresse da Boeri, che non ha mai nascosto di non essere affatto contento della riforma, riguarda il fatto che essa non ha preso in considerazione gli effetti a lungo termine che provocherà. Il presidente dell’Inps – infatti – ha dichiarato che le nuove generazioni dovranno confrontarsi con una tassazione sempre più alta e una pensione sempre più bassa.

Secondo Boeri, infatti, la riforma delle pensioni aumenterebbe il debito pubblico implicito e questo – nel futuro – costringerà a rimettere mano al sistema pensionistico e, quindi, a rivedere le pensioni che saranno versate alle generazioni future.

Altra perplessità, infine, riguarda l’aumento della quattordicesima che, secondo Boeri, non tenendo conto della situazione economica familiare rischierà di essere versata anche a quelle persone che hanno un reddito familiare alto, ma un assegno pensionistico basso.

Le repliche alle dichiarazioni difendono la bontà della riforma

Le repliche alla bocciatura della riforma delle pensioni di Boeri non si sono fatte attendere. Uno su tutti Domenico Proietti – segretario confederale Uil – ha affermato che Boeri in questi mesi ha vissuto su un altro pianeta, completamente fuori dalla realtà.

Per il segretario, infatti, aumentare la quattordicesima alle pensioni da mille euro non vuol dire favorire i pensionati ricchi, mentre la riforma introduce opzioni di flessibilità che garantiranno il turnover generazionale favorendo l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani e l’uscita dei più anziani.

Critica la posizione del presidente dell’Inps anche Claudio De Vicenti, ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, secondo cui la manovra non graverà sui conti pubblici essendo sostenibile sia in ottica contemporanea che in quella futura.

Dura anche la replica di Roberto Ghiselli, Segretario confederale della Cgil, secondo cui la riforma varata è solo un primo approccio – ancora insufficiente – per la tutela dei lavoratori precari, precoci e appartenenti alle categorie usuranti.