Ramadan, vietato in Cina nello Xinjiang

Oggi 18 giugno ha inizio il Ramadan, il mese sacro per la religione musulmana nel quale l’Arcangelo Gabriele rivelò al profeta Maometto il primo verso del Corano. In questo mese, che è il nono dell’anno musulmano e che cade sempre in un giorno diverso in quanto il calendario islamico è di tipo lunare, i musulmani celebrano il digiuno dall’alba al tramonto: queste regole non riguardano solo il semplice fatto di astenersi dal bere e dal mangiare, ma anche quello di astenersi dal fumare e dal praticare rapporti sessuali. Sono esclusi  i minorenni, gli anziani, i malati cronici, le donne in stato di gravidanza o che allattano.

Si tratta di un mese nel quale ogni fedele musulmano deve purificarsi da ogni peccato ed è anche il momento in cui il fedele musulmano impara l’autodisciplina, il controllo degli impulsi fisici, la pazienza e l’amore per Dio nonche’ l’appartenenza alla comunità.

Come ogni anno anche in questo 2015 la Cina ha vietato il Ramadan nello Xinjiang, una regione abitata da un popolo turcofono di origine islamica. La speranza è che il contrasto tra le due popolazioni non si accenda troppo.

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