Quotazione Petrolio 23 Gennaio 2017: prezzo dopo i tagli OPEC

Quotazione Petrolio dopo tagli

La quotazione del petrolio ha reagito in modo particolarmente inaspettato dopo i tagli disposti dall’Opec entrati in vigore all’inizio del 2017: tra Stati fedeli alle indicazioni dell’organizzazione e Stati che hanno deciso deliberatamente di non rispettare gli accordi, l’altalena finanziaria è stata inevitabile.

Diamo uno sguardo, nelle righe successive, a quella che è la situazione attuale legata alla quotazione dell’oro nero, e vediamo quali sono le previsioni per il futuro evidenziate dagli analisti.

Prezzo Petrolio dopo taglio della produzione: come si concluderà questa giostra di valori?

Negli ultimi tempi abbiamo assistito a una vera e propria “giostra” di valori per quanto riguarda il costo del greggio: percentuali positive seguivano andamenti negativi che tornavano il giorno seguente a essere in rialzo. Questo fatto accade soprattutto a causa degli Stati oppositori che cercano di ostacolare il piano Opec sulla stabilizzazione del prezzo del petrolio.

Uno su tutti è rappresentato dagli Stati Uniti, che perseverano nell’aumentare la produzione di petrolio su scala nazionale al fine di rafforzare quanto più possibile il valore della moneta statunitense.

Il prezzo quotidiano relativo al petrolio è tuttavia in netto rialzo: il Brent, con una percentuale di variazione positiva del 2.46% si è portato oggi a quota 55.49 dollari al barile, mentre per quanto riguarda il WTI l’ultimo prezzo ammonta a 53.25 dollari al barile, forte di un rialzo del 2.17%.

Alla luce di tutte le difficoltà riscontrate dall’Opec nell’attuazione di questo accordo contrapposte al trend tutto sommato positivo legato alla quotazione del greggio, gli analisti si dividono in due fazioni opposte: i più ottimisti parlano di un raggiungimento di quota 70 dollari al barile entro il 2017, mentre sono sempre di più coloro che sostengono una capitolazione della quotazione che farà arrivare il costo de greggio a 30/40 dollari al barile entro il 2018.