Prezzo Petrolio 4 gennaio 2017: rialzo della quotazione a 60 dollari al barile e stime dell’AIE

Prezzo Petrolio 4 gennaio 2017

Borse e asset merceologici di vario genere hanno portato all’attenzione di qualsivoglia investitore, principiante o esperto che sia, la sorprendente risalita valutaria del petrolio, un materia prima che, nonostante i dettami sempre più incisivi della green economy, continua a recitare un ruolo da protagonista fra l’import e l’export di mezzo mondo. Il prezzo del petrolio al 4 gennaio 2017 si presenta, quindi, come un valore su cui fare affidamento, anche perché imbastire una strategia finanziaria di lungo periodo altamente valida richiede dei capisaldi ottimali medianti i quali sarà possibile ricevere i benefit sperati.

Prezzo Petrolio 4 gennaio 2017, il rialzo della quotazione secondo le stime dell’AIE

Nel suo ultimo outlook sul settore energetico, l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha pubblicato le sue previsioni 2017 aggiornate per il prezzo del petrolio. Le stime dell’AIE prevedono una media di 50 dollari per il prezzo del petrolio Brent e un prezzo del WTI a 51 dollari al barile nel corso nel 2017. Più nel dettaglio, l’agenzia si aspetta che sia il prezzo del petrolio Brent che quello del WTI si mantengano su una media di 50 dollari al barile nella prima metà del 2017, nella seconda metà dell’anno sarà probabile vedere il prezzo del petrolio in area 55 dollari al barile. L’aumento delle scorte di petrolio a livello mondiale è possibile arrivi ad una media di 0,4 milioni di barili al giorno nel 2017 – nella prima metà dell’anno i livelli saranno più alti, a 0,8 milioni di barili in più sulla produzione mondiale di petrolio. Per quanto riguarda la produzione totale e i consumi a livello mondiale, l’AIE prevede 97,42 milioni di barili al giorno di produzione, mentre la domanda sarà di 96,99 milioni di barili al giorno. La produzione di petrolio dell’OPEC è probabile che arrivi a 33,2 milioni di barili al giorno nel 2017. La Nigeria continua a lottare contro gli attacchi dei militanti, ed anche l’attività petrolifera della Libia è frenata dalle lotte intestine.

Oro nero 2017, impennata a 60 dollari al barile ma con delle riserve: i fattori dietro un possibile ribasso

Sebbene il quadro descritto sino ad ora sia relativamente confortante, l’impennata dell’oro nero, durante questo inizio del 2017, a 60 dollari al barile potrebbe arrestarsi di botto dinanzi a dei fattori di elevata caratura strategica. Fra le componenti dietro un potenziale ribasso della materia prima in questione, ci sono le eventuali riserve di stati come Cina e India, le cui domande in crescita, relative a più fronti merceologici, potrebbero assestare un duro colpo alle aspirazioni economico-finanziarie del greggio. Insomma, una brutta gatta da pelare.