Prezzo Petrolio 12 Gennaio 2017: da New York quotazione in salita verso record 55 dollari, chi ci guadagna?

Costo petrolio in aumento chi guadagna

L’inquietante avanzata del prezzo del petrolio prosegue costante in questo 2017, tirando in ballo non poche potenze europee che si dividono tra “vincitori e vinti”.
Questo perché, come pare ovvio, la risalita del costo relativo al greggio grava sulle spalle di alcuni stati così come può risollevare le sorti di altri.

Ma andiamo più nel dettaglio a scoprire cosa sta accadendo nel mercato del petrolio in questi giorni.

Aumento prezzo del petrolio: quotazione in tempo reale

Se lo scorso Agosto il costo al barile del greggio Wti si aggirava intorno ai 43-44 dollari al barile, la risalita dopo le decisioni prese dall’Opec è stata vertiginosa, portando così il prezzo dell’oro nero a toccare il record di 55 dollari al barile.

Logicamente, da semplici cittadini, è logico pensare che la prima categoria che risulta svantaggiata da questo incremento di prezzo è quella degli automobilisti, che vedranno il costo della benzina salire in modo spropositato in tempi relativamente brevi.
Anche in ottica internazionale sono presenti dinamiche che permettono ad alcuni stati di trarre giovamento da questa situazione così singolare.

Gli stati altamente indebitati, come per esempio la stessa Italia, potrebbero risultare non poco avvantaggiati da questo incremento di prezzo relativo al petrolio: il rapporto fra il debito e il Pil è inversamente correlato all’inflazione, e dunque il rialzo di quest’ultima porterebbe paradossalmente conseguenze positive anche per quanto riguarda il guadagno generale dello Stato.