Prestazioni occasionali 2017: i limiti da rispettare tra importo voucher e tasse

Prestazioni occasionali 2017

Sempre più frequentemente in campo lavorativo si è fatto uso, e forse abuso, delle prestazioni occasionali, queste, nate per permettere a determinati soggetti di svolgere attività saltuarie, si sono trasformate in una vera e propria tipologia di lavoro che permette a numerose aziende di poter avere dei lavoratori senza metterli sotto contratto. 

A causa di questi abusi, divenuti via via sempre più frequenti, il legislatore ha dovuto mettere più volte mano alla regolamentazione delle prestazioni occasionali, introducendo i buoni lavoro e altri tipi di controllo che hanno colpito però soltanto le attività professionali. Vediamo i limiti da rispettare per le prestazioni occasionali 2017.

Lavoro occasionale: la nuova regolamentazione

Il legislatore cerca ormai da tempo di adattarsi alle nuove esigenze sia dei lavoratori che dei datori di lavoro, in modo da contrastare il lavoro nero e quindi garantire ai lavoratori alcuni diritti come l’Inail in caso di incidente sul lavoro, e i versamenti Inps, che potranno essere utili per una futura e eventuale pensione.

La collaborazione occasionale rappresenta anche un valido strumento per iniziare delle piccole attività professionali, risultando molto indicata per coloro che stanno per avviare una libera professione ma finché non dispongono di fondi e clienti adatti per sostenere le spese optano per non aprire subito la partita iva.

Un’altra categoria di lavoratori che può fare uso della prestazione occasionale è anche quella di chi, essendo già dipendente di una società, desidera arrotondare il proprio stipendio con qualche lavoretto extra. Per queste persone poter contare su queste collaborazioni rappresenta un ottimo modo per avere una piccolissima attività, saltuaria e destinata a pochi clienti, che però a fine anno frutta abbastanza denaro per potersi concedere qualche sfizio. L’importo massimo che non si deve superare con questa tipologia di lavoro è infatti di 5000 euro annue lorde.

Oltre al 20% di irpef l’attività occasionale non prevede nessun versamento Inps, per questa ragione è particolarmente adatto per chi svolge un lavoro, e di conseguenza già versa i propri contributi all’Inps, altrimenti potrebbe risultare non consono ai fini di una pensione in futuro. Naturalmente questo tipo di rapporto lavorativo decade qualora diventi continuativo e parasubordinato, cosa di cui molte aziende hanno abusato per non pagare i contributi e non dare al lavoratore le giuste tutele.

I vaucher lavoro: la differenza con il lavoro occasionale

Che dire dei famigerati voucher? Bé occorre subito precisare che l’utilizzo del voucher è per certi versi analogo a quello della normale prestazione occasionale, in quanto con questi si pagano le prestazioni saltuarie di professionisti in vari campi, che possono essere le badanti, le cameriere a ore, o semplicemente chi fa ripetizioni scolastiche.

A differenza della normale prestazione occasionale chi viene pagato con voucher può arrivare a un reddito annuale di 7000 euro, e versa dei contributi all’Inps. Il valore di ogni buono è infatti di 10 euro lordi che una volta scontati diventano 7,50 netti. I 2,5 euro vanno infatti per pagare parte l’ipef e parte l’Inps, in modo da garantire una piccola pensione in futuro.