Poggioreale, cappelle funerarie dell’800 rivendute

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Le indagini della Procura di Napoli ha fatto emergere la vendita illegale di cappelle funerarie dell’Ottocento. Con falsi atti notarili, venivano vendute le cappelle, anche senza il consenso dei rispettivi proprietari.
I resti dei corpi erano stati dispersi e il loro loculo era venduto ai nuovi acquirenti.
È stata scoperta un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni dello Stato poste in essere all’interno del cimitero di Poggioreale a Napoli.

 
La Guardia di Finanza in mattinata ha emesso un’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip di Napoli Roberto D’Auria e altri provvedimenti emessi dalla Procura.

 
Sono state disposte anche le perquisizioni nelle abitazioni private e il sequestro di una cappella gentilizia. Inoltre è stata sequestrata un numero pari a quattro nicchie comunali per tumulazioni.
Il danno patrimoniale subito dal Comune di Napoli ammonterebbe a 3,2 milioni di euro.

 
Di questa organizzazione facevano parte nomi di prestigio, come quello del notaio napoletano Filippo Improta, sottoposto alla misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale per sei mesi.
Farebbero parte dell’associazione anche due imprenditori del settore funerario, Vincenzo Tammaro e Gennaro Reparato, che lavorano nel campo dell’edilizia cimiteriale. Farebbero parte dell’associazione diciassette persone coinvolte a vario titolo nelle indagini.

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