Partita Iva 2017: le novità e la protesta dei commercialisti

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In queste ultime ore una categoria in particolare di liberi professionisti si è fatta sentire, annunciando lo sciopero: si tratta dei commercialisti, fortemente indignati a causa di alcune norme contenute nel Decreto Fiscale, che li penalizzerebbero. In particolar modo, la protesta si concentra su una sorta di tassa “occulta” sulla Partita Iva, che viene percepita come un vero e proprio accanimento sulla categoria.

Ma di che tassa si tratta? Vediamo nel dettaglio quali saranno le news Partita Iva per il 2017.

Tutte le modifiche riguardo la Partita Iva

A partire dal 2017 con il dl 193/196 assisteremo all’introduzione di una nuova tassa per i liberi professionisti, il cui importo si aggirerà intorno ai 480 euro annui. Il Decreto nasceva con l’obiettivo di sanare un debito da 2 miliardi, ma i contribuenti è diventato un vero incubo. Per essere precisi non si può parlare di una vera e propria tassa, quanto più di una serie di obblighi introdotti , che di fatto aumenteranno il costo fiscale. Da qui l’appellativo di tassa occulta, che ha agitato non poco gli animi degli appartenenti alla categoria dei liberi professionisti.

Il peggio, però, deve ancora venire: nel 2018, a causa degli 8 adempimenti previsti, l’importo della tassa potrebbe addirittura salire a 720 euro in più annui, sfiorando il raddoppio.  Proprio questi nuovi adempimenti ( e la prospettiva che potrebbe andare peggio) hanno fatto perdere la pazienza ai commercialisti che, nella figura di Marco Chucel, presidente Anc, ha annunciato lo sciopero dal 28 febbraio al 7 marzo, dichiarandosi però speranzoso di mediare con il Governo ed in particolare con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La scelta delle date non è certo casuale: il 28 febbraio scadrà infatti il termine per la presentazione delle dichiarazioni per i titoli di PI;  i commercialisti di fatto acquisiranno le pratiche, trasmettendole però solo a sciopero concluso.

Anche la semplificazione fiscale, di per sé fatto auspicabile, potrebbe diventare la spia di nuove imposte, più o meno manifeste, che non migliorerebbe dunque le condizioni di lavoro dei contribuenti. Sotto accusa più che mai lo “ spesometro” e la liquidazione periodica dei dati Iva, che obbliga i titolari di partita Iva a comunicare i dati sulle fatture rilasciate delle liquidazioni. Per tutte le altre informazioni riguardo le news Partita Iva si rinvia al testo del Dl 193/2016.