Novità Pensioni 2017: rischio restituzione bonus Poletti a febbraio, ultime notizie e cosa cambia

Novità Pensioni 2017

Si attendono con ansia i decreti attuativi per quanto riguarda le novità Pensioni 2017 ma subito c’è una nota stonata. Assieme alle tanto attese riforme che riguardano la pensione anticipata APE e l’Opzione Donna migliaia di pensionati corrono il rischio di dover restituire una parte che il passato Governo nominò Bonus Poletti, cioè l’adeguamento della pensione al costo della vita così come sancì la sentenza della Consulta che stabilì incostituzionale lo stop all’adeguamento inflazionistico che aveva stabilito la legge Fornero. Quella che fu considerata dall’ex Premier Renzi una grande vittoria per quei lavoratori italiani che hanno lavorato una vita per godersi finalmente la meritata pensione potrebbe così divenire un boomerang che toglierà non poco ai già poveri pensionati che continuano a languire sotto i pesanti tagli statali.

Bonus Poletti: si rischia la restituzione

A quanto appare da un esame accurata di esperti statistici il Bonus Poletti non ha adeguato le pensioni al reale stato di inflazione bensì in maniera maggiore, ergo è giusto pensare a una restituzione di quello che è stato dato in più sui cedolini pensionistici di milioni di italiani. Il Governo Gentiloni dovrà quindi mettere repentinamente mano su questa problematica che riguarderebbe una cifra che si aggira attorno ai 13 euro per ogni 1000 euro di pensione percepita. La denuncia arriva dalla Spi-Cgil che avverta come l’andamento piatto dei prezzi dovuti alla stagnazione dell’economia in Italia e in Europa dovrebbe annullare il tanto atteso Bonus per il 2017, e comporterebbe anche la decurtazione dello 0,1% dalle pensioni ricevute nel 2015 in modo da poter adeguare effettivamente le pensioni percepite al costo della vita e restituire quello che in più è stato dato in questi mesi che vanno dalla sentenza della Consulta a dicembre.

13 euro da restituire per le pensioni di 1000 euro

La Cgil spiega che se il Governo non entra in questione le trattenute sulle pensioni minime saranno di 6,5 euro annui, mentre per quanto riguarda le pensioni di 1000 euro saranno di 13 euro, cifra che può sembrare bassa ma che certamente non aiuterà a pagare i numerosi aumenti, poste, gas, luce ecc., che ogni anno vi sono.
Per le pensioni attorno ai 1400 euro la trattenuta potrà arrivare anche a 20 euro, e a 28 euro per le pensioni di 3000 euro al mese, in tutto in scala crescente a causa di un errore commesso non dai pensionati ma dalla tesoreria dell’Inps. Quella che doveva essere una lieta notizia per i pensionati italiani si sta dunque trasformando in una beffa, perché non solo non si riceverà il tanto atteso e promesso aumento ma addirittura si dovrà restituire quanto percepito lo scorso anno.