Mps, lo Stato diventerà il primo azionista della Banca: dichiarato fallimento ufficiale aumento di capitale

MEF

Infine sono arrivate le comunicazioni ufficiali sia da parte dei vertici del Monte dei Paschi di Siena che delle istituzioni, in merito al fallimento dell’operazione di aumento del capitale da 5 miliardi di euro ed alla necessità dell’intervento pubblico.

Dopo l’annuncio dell’insuccesso di Mps, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto ad hoc per il Monte, con il quale viene autorizzato lo Stato ad intervenire al salvataggio della Banca, attingendo risorse dal fondo da oltre 20 miliardi di euro che sarà disponibile grazie al maggiore indebitamento pubblico.

L’intervento dello Stato

Lo Stato quindi adesso interverrà con nuove iniezioni di capitali, diventando ufficialmente il primo azionista della Banca senese.

Per quanto riguarda le conversioni, alle obbligazioni Tier 1 sottoscritte dagli investitori istituzionali sarà corrisposto il 75% del valore nominale, mentre a quelle Tier 2 sottoscritte dai privati sarà corrisposto il 100% del loro valore.

In totale stiamo parlando di 4,5 miliardi di euro di obbligazioni subordinate, di cui 2 miliardi riguardano gli oltre 40 mila risparmiatori retail, mentre gli altri 2,5 investitori istituzionali.

Le obbligazioni subordinate saranno convertite in azioni per poi essere riconvertite in obbligazioni ordinarie, almeno per quello che riguarda i clienti retail, senza che questi subiscano perdite.

Dopo salvataggio urge soluzione crediti deteriorati

Dopo l’iniziale salvataggio pubblico del Monte dei Paschi, l’istituto senese dovrà comunque fare i conti con gli oltre 27 miliardi di euro di crediti deteriorati, purtroppo un problema comune a molte banche italiane.

Per ora su questo aspetto non ci sono delle certezze, vedremo se Mps ed il Governo decideranno di optare per una soluzione simile a quella di Unicredit, cioè la creazione di una società controllata che tratti i crediti deteriorati, o se si deciderà di utilizzare il Fondo Atlante.

L’augurio è che si tratti dell’ultimo salvataggio pubblico per Mps e che la Banca che ora va bene e produce utili, una volta risolti i suoi problemi, possa tornare ad essere un bene aggiunto per il Paese.