Mps, la settimana della verità: o funziona il piano o interviene lo Stato

Si concluderà venerdì 23 dicembre la settimana decisiva per il Monte dei Paschi di Siena, periodo entro il quale l’istituto senese dovrà trovare gli ormai famosi 5 miliardi necessari per la ricapitalizzazione, pena l’intervento dello Stato e la probabile nazionalizzazione della Banca.

Ormai in mezzo a mille polemiche Mps chiude la settimana con un po’ più di fiducia, con un aumento della quotazione del titolo dell’1,30%, che chiude a 20,93€ con oltre 1 milione e 600 mila scambiati nella sola giornata di venerdì.

Tra le ultime notizie c’è quella del via libera della Consob all’aumento di capitale, dopo che era già arrivata l’autorizzazione all’operazione di conversione dei bond subordinati in azioni dell’istituto.

La settimana più importante della sua vita si prospetta molto intensa per il Monte dei Paschi di Siena, alle prese con la speranza che i mercati rispondano positivamente all’appello della Banca.

In particolare le risposte più importanti si attendono dagli oltre 40 mila risparmiatori che detengono 2 miliardi di bond obbligazionari subordinati, in scadenza proprio mercoledì 21 dicembre, ai quali sarà chiesto di convertirli in azioni.

Pesante sarà anche la risposta di un investitore come il Qatar, chiamato a finanziare la Banca senese con oltre 1 miliardo di euro.

Il resto dei 5 miliardi ci si aspetta arrivi dagli investitori istituzionali, per una quota sperata sopra il 60%, e dai clienti retail, con un prezzo minimo fissato ad 1€.

Polemiche contro MPS

Alle tante polemiche di questa settimana, si aggiunge anche quella del sindaco di Siena Bruno Valentini, il quale afferma che “..nessuna Banca avrebbe resistito a questa campagna di denigrazione..”.

Valentini se la prende soprattutto contro il board della Banca Centrale europea, colpevoli di aver fatto trapelare le voci di forti preoccupazioni ed allarmismi esagerati sulla tenuta dell’istituto, che hanno causato una emorragia di depositi.

Ma il sindaco se la prende un po’ con tutte quelle persone che hanno causato un forte danno d’immagine alla Banca di Siena, difendendo il gruppo che dice non sarà insolvente e grazie proprio ai suoi 25 mila dipendenti saprà reagire e rialzarsi.