Mobilità addio, da gennaio ci sarà soltanto la Naspi: tutti i requisiti per poterla richiedere

Mobilità ci eravamo tanto amati, ormai tra qualche giorno lo storico strumento di protezione dei lavoratori licenziati non per loro colpevolezza andrà in pensione, almeno lui ci riuscirà!, e da gennaio del 2017 l’unico paracadute per i licenziati sarà rappresentato dalla Naspi.

Ma cosa cambierà esattamente? Andiamo a vedere. Innanzitutto la durata sarà quasi sempre più breve rispetto alla mobilità, inoltre l’assegno potrà essere pari fino al 75% dello stipendio medio degli ultimi 4 anni, assegno che andrà diminuendo ogni mese.

Insomma per i lavoratori licenziati senza colpevolezza si prospettano tempi duri e difficili, ma andiamo a vedere la nuova Naspi nello specifico.

Naspi, requisiti completi

Per poter accedere alla Naspi bisognerà innanzitutto perdere il lavoro in maniera involontaria, mentre sarà molto più difficile riuscire ad ottenerla in caso di dimissioni anche forzate.

Bisognerà avere almeno 13 settimane di contributi versati bei 4 anni precedenti la perdita del lavoro, ed avere almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi antecedenti la richiesta della Naspi.

La durata sarà corrispondente a quanto si è lavorato negli ultimi 4 anni, ed esattamente alla metà delle settimane lavorate, per un massimo di 24 mesi per le attività lavorative ininterrotte nei 48 mesi antecedenti.

Eccezione solo per i lavoratori stagionali ai quali sarà garantito un mese extra.

Per quanto riguarda l’assegno di disoccupazione sarà erogato in base alla propria retribuzione percepita negli ultimi 4 anni antecedenti la domanda di Naspi.

In particolare sarà possibile percepire fino ad un massimo di 1.300€ mensili, fino al 75% della retribuzione mensile media calcolata sui 4 anni.

Per effettuare il calcolo dell’assegno della Naspi bisogna sommare tutte le retribuzioni nel periodo dei 48 mesi con versamento di contributi, dividerle per le settimane lavorate e moltiplicarle per 4.33, il coefficiente fisso della Naspi.

Inoltre bisogna tenere conto che l’assegno subirà a partire dal quarto mese, una decurtazione del 3% al mese fino alla fine del sussidio.

Come fare domanda per la Naspi

La domanda per richiedere la Naspi e l’assegno di disoccupazione andrà richiesto direttamente all’INPS, ma ci sono alcune novità in merito.

Oltre alla richiesta andrà fornito il modello SR 163, che dovrà essere timbrato e firmato presso gli uffici postali o bancari a seconda di dove si ha il proprio conto corrente, proprio perché il pagamento della Naspi sarà tramite bonifico bancario direttamente sul proprio conto.

Inoltre bisognerà iscriversi agli uffici di collocamento della propria zona e sottoscrivere una dichiarazione di disponibilità, a frequentare tutte le attività ed i corsi che verranno proposti dai Centri per l’impiego.

Non solo, qualora venga segnalata una proposta lavorativa giudicata congrua con la persona in questione, in caso di rifiuto o di mancata partecipazione alle attività si rischia di perdere l’assegno di disoccupazione.

Vedremo come andranno i primi mesi della nuova Naspi, ma per ora le premesse non sembrano ottime, e molto probabilmente bisognerà presto intervenire di nuovo sulla questione.