Mobilità 2017: diversi nodi da sciogliere nel comparto scuola, come funziona?

mobilità 2017
 Era nell’aria ma finalmente è arrivata la notizia ufficiale, nella giornata di ieri Miur e sindacati hanno siglato l’accordo sulla mobilità 2017 per i docenti che si concretizzerà definitivamente con il CCNI concernente la mobilità per l’a.s. 2017/18. Novità rilevanti quindi per chi lavora nell’ambito dell’insegnamento anche perché si è finalmente sciolto un dubbio che i sindacati avevano portato alla luce, ovvero la possibilità o meno, per i docenti con contratto triennale di presentare domanda di trasferimento prima della scadenza naturale di contratto, cosa, come si può ben capire, rilevante per chi lavora a chilometri e chilometri di distanza, come spesso accade, dalla propria residenza.

Sul testo di legge non vi è infatti alcun cenno a questa possibilità, lasciando così forti dubbi su quella che sarebbe stata l’espletazione di tale procedura, che come sempre in Italia appare complicata, ma fortunatamente all’incontro di ieri durante la concertazione gli organi statali hanno finalmente chiarito il dubbio spiegando che in virtù della Legge di Bilancio 2017 che prende in considerazione la trasformazione dell’organico in diritto, i docenti hanno la possibilità di svincolarsi dall’obbligo della permanenza triennale.

Mobilità 2017: previsto lo svincolo

La possibilità di svincolo riguarderà quindi solo l’anno scolastico 2017-2018, e chi desidera rescindere il contratto anticipatamente non potrà farlo proprio perché la Legge di Bilancio è stata pianificata per quell’anno scolastico specifico e non può essere retroattiva.

In linea di massima, l’incarico triennale risulta vincolante per il docente che non potrà in alcun modo, salvo finestre aperte da leggi specifiche, violare il contratto in essere.

Mobilità Comparto scuola: 4 le novità principali

Sono ben 4 le novità che riguardano la mobilità 2017 nel comparto scuola, qui le elencheremo cercando di spiegarle nel modo più semplice possibile.

  1. Tutti potranno presentare domanda di mobilità scegliendo scuola e provincia e superando quindi il vincolo triennale sopra descritto, anche se tale possibilità riguarderà solo il prossimo anno scolastico. I docenti avranno quindi la possibilità di scegliere 15 preferenze fino a un massimo di 5 scuole e 10 ambiti territoriali.
  2. Revisione della tabella dei punteggi per la valorizzazione dell’esperienza maturata dai docenti non ancora di ruolo che però svolgono il servizio ormai da diversi anni nelle scuole statali. In pratica il servizio pre-ruolo verrà parificato a quello di Ruolo. Rimangono esclusi coloro che insegnano nelle paritarie e soprattutto i precari che non possono vantare l’esperienza richiesta, ma si tratta di un grande successo per tutti coloro che sono precari nella scuola da anni e non hanno ancora avuto l’opportunità di essere immessi a Ruolo.
  3. Passaggio da titolarità di ambito e titolarità di scuola
  4. Il 60% dei posti verrà assegnato ai neo-assunti, il 30% alla mobilità e il 10% alla mobilità professionale, ovvero ai passaggi di ruolo e di cattedra che saranno previsti come spiegato sopra.