Legge Riordino Spiagge 2017: novità sulle concessioni e interpretazione testo

Riordino Spiagge 2017

Era nell’aria ormai da diverso tempo e finalmente è arrivata, parliamo della legge riordino spiagge 2017, attesa da tutti gli addetti ai lavori per prepararsi all’apertura della stagione balneare prevista per il 25 aprile 2017. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali Enrico Costa, ha infatti approvato il disegno di legge che delega il Governo per la revisione e il riordino delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico, in pratica tutti gli stabilimenti, di diversa natura, che agiscono però su zone balneari, il tutto per adeguarsi alle normative europee, cosa su cui l’Italia è molto carente e a cui il Governo Gentiloni vuole porre rimedio.

Limiti sulle concessioni per le spiagge

Il nodo cruciale della legge saranno infatti i limiti minimi e massimi di durata delle concessioni che dovranno essere delineate per l’interesse pubblico, e non dell’imprenditore come spesso si è fatto in passato. Ogni Regione avrà la facoltà di redigere l’esecuzione della legge stabilendo, in base al fabbisogno dei propri cittadini, i limiti nei quali agire, e sancendo anche la pluralità dell’offerta economica senza lasciare che questa ricadi come appannaggio di pochi soggetti. Ampi poteri quindi alle Regioni, cioè all’organo statale più vicino al territorio, come previsto dall’articolo 117 è come è sempre stato logico pensare.

È impensabile infatti che un organismo lontano, che non conosce le caratteristiche né del paesaggio né della popolazione, possa mettere mano a una legge economica che agisce sul turismo e quindi su quella che potrebbe essere l’attività economica di spicco della regione. Obiettivo dell’Unione Europea è infatti quello di potenziare i punti di forza delle determinate zone che formano l’Europa, e non quello di creare una federazione uniforme.

Legge riordino: il percorso prevederà grandi poteri agli enti locali

Grande impulso all’iter legislativo è stato dato dalla Corte di Giustizia Europea, che ha dichiarato illegittima la proroga automatica delle concessioni demaniali, perché incompatibile con il diritto europeo e con le leggi economiche della libera concorrenza. Con i rinnovi automatici si sviluppano infatti degli oligopoli a cui l’Europa guarda con grande sfavore.

Gli enti locali si dovranno quindi muovere per favorire lo sviluppo economico dell’area, nonché l’approdo del numero più alto possibile di turisti, che saranno d’ausilio non solo agli stabilimenti ma anche ai ristoranti, agli alberghi e a tutto ciò che è legato all’ambiente turistico. Per questo motivo entreranno in scena anche i comuni coinvolti, che dovranno agire in accordo con le regioni, il tutto nel completo rispetto del regime di sussidiarietà.