Lavoro, nel 2017 dovrebbero aumentare le offerte: in pole position le professioni legate alle tecnologie

Contratti di lavoro, 61mila nuove assunzioni a giugno

Per quanto riguarda il mercato del lavoro sembrano arrivare buone notizie per i tanti disoccupati italiani, soprattutto giovani. InfoJobs ha pubblicato infatti una ricerca sul mercato del lavoro per il 2017 e sembra che sarà un anno di crescita delle offerte.

Quello che si evince dallo studio condotto è che oltre l’80% delle aziende interpellate hanno intenzione di assumere, per quanto riguarda i prossimi 12 mesi, con addirittura il 30% delle aziende che si dicono pronte ad assumere in maniera massiccia.

Soltanto il 12,6% delle aziende hanno risposto che non intendono assumere personale per il prossimo anno.

Dalla ricerca inoltre sembra proprio che continueranno ad essere favoriti i lavoratori del comparto tecnologico e legati al mondo del digitale e dell’e-commerce, come programmatori, ingegneri elettronici ed informatici.

Continua la domanda per personale sanitario come medici ed infermieri specialistici e fisioterapisti, soprattutto legati alla riabilitazione.

Richiesti i laureati nelle materie economiche e finanziarie, gli ingegneri civili ed i matematici. Dovrebbe rimanere stabile la domanda di lavoratori nel settore dei servizi, nel turismo e nell’assistenza personale.

Scouting via web e flessibilità

Dalla ricerca di InfoJobs si evince come internet sarà nel 2017 lo strumento scelto da oltre il 73% delle aziende, che userà il recruiting online come mezzo per reperire le migliori figure professionali sul mercato.

A seguire il caro e vecchio passaparola, i curriculum caricati sui siti delle aziende, le segnalazioni delle Università ed infine i Centri per l’Impiego.

La parola d’ordine per i nuovi lavoratori sarà soprattutto flessibilità, sia negli orari di lavoro sia nell’adattamento alle diverse situazioni possibili all’interno dell’azienda.

Ovviamente bisognerà avere sempre più un’alta professionalità, capacità di lavorare in squadra ma di essere indipendenti, la conoscenza delle lingue e delle nuove tecnologie e sistemi operativi. Sempre un’ottima carta l’esperienza, soprattutto se all’estero.

Quello che emerge dallo studio è come il mercato del lavoro si stia trasformando negli ultimi anni, con sempre meno aziende pronte ad investire nella formazione del personale sia per i costi, sia per il tempo necessario. La richiesta si sta spostando sempre più su figure professionali indipendenti, in grado di stare al passo con i tempi e di rimanere costantemente aggiornati.