Inflazione USA 2017: record nel primo mese di Trump

inflazione USA

Notizie non buone per il nuovo presidente Trump in campo economico, secondo le stime l’inflazione USA 2017 avrebbe raggiunto un rialzo da record solo nel mese di gennaio secondo i dati statistici riportati dal Bureau of Labor Statistics.

I prezzi dei prodotti al consumo salgono su base annua del 2.5%, contro il +2.4% previsto, segnalando un campanello d’allarme per un’economia che pur essendo forte potrebbe vedere un calo dei consumi che genererebbe un effetto economico nefasto sulla produzione e di conseguenza sull’occupazione. I due fattori sono infatti saldamente legati e al calare di uno potrebbe calare anche l’altro e tutto prenderebbe il via dall’aumento dei costi dei prodotti a cui si deve porre rimedio al più presto.

Brutta tegola quindi per il nuovo inquilino della Casa Bianca, che già non gode di tantissima fama internazionale e ha numerosi oppositori in patria, che ora dovrà anche garantire una certa stabilità economica, cosa non facile a causa di una crisi che sta ormai coinvolgendo tutto il mondo.

Inflazione 2017: guai per il Presidente Trump?

Escludendo i rialzi dei beni alimentari e dell’energia, che negli Stati Uniti sono i più volatili, ovvero quelli soggetti a più sbalzi per lo più verso l’alto come non accade di rado in questo periodo storico, l’inflazione si attesterebbe sul 2.3% con un rialzo rispetto al mese precedente del 2.2%, il tutto proprio in virtù dell’insediamento del nuovo Presidente che ha si generato un effetto positivo in borsa ma a quanto pare ha iniziato anche l’escalation dell’inflazione.

Su base mensile il Bureau of Labor Statistics aveva stimato un’inflazione pari allo 0.3%, cosa che si è letteralmente raddoppiata avendo segnato un incremento mensile dello 0.6%. Previsioni quindi errate dell’ufficio statistico che aveva si previsto un’inflazione ma della metà rispetto a quella effettivamente riscontrata. Le cause a questo punto potrebbero essere diverse e dovranno tutte essere esaminate dal Governo che in qualche modo dovrà controllare l’aumento dei prezzi nonché predisporre misure protezionistiche o di apertura verso i mercati esteri magari con accordi bilaterali. Proprio su questo punto Trump sembra essere carente, poiché, essendo stato eletto con i voti dei grandi capitalisti e dei piccoli proprietari non può certamente favorire le importazioni a discapito del prodotto americano, si dovranno quindi cercare di diminuire i prezzi interni, nonché di favorire le esportazioni.

Federal Reserve in apprensione per il rialzo dei prezzi

L’inflazione in forte crescita non poteva non mettere in apprensione la Federal Reserve , banca centrale degli Stati Uniti, che sta preparando una manovra economica sui tassi di interesse in modo che l’economia nazionale non diventi troppo instabile. Tutto questo potrebbe avere anche un contraccolpo sulle materie prime USA e sulle azioni quotate in borsa, nonché sul dollaro.