Grecia e settore turismo in calo

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Manca poco al referendum che deciderà il destino della Grecia. Il popolo greco continua a prelevare contanti dai bancomat.
Il premier Tsipras ha fatto un appello a votare “NO”, ma un nuovo sondaggio ci dice che l’elettorato è diviso in due sul referendum di domenica prossima sugli accordi con i creditori internazionali.
Sono leggermente superiori i favorevoli, un punto in più rispetto ai contrari.
Servirebbero 50 miliardi di euro per sanare il debito. L’Europa aspetta il verdetto ma il popolo greco è stanco.

Se potessi votare 200 volte ‘No’ lo farei” – dice un signore da tempo disoccupato. “No ai salvataggi. Secondo gli economisti la Grecia non avrebbe mai potuto pagare. Dico invece Sì all’Europa”.

La situazione è negativa, c’è disoccupazione, ci sono tante tasse da pagare e tagli.

Non è esattamente proprio come viene spesso raccontato” – ci dice un ex giornalista. “C‘è chi vuole riportare la Grecia alla dracma, sono le lobby. Noi siamo pro-Europa perché dove altro si può stare? Cosa possiamo fare? Chi paga?”

Sulle isole delle Cicladi che solitamente sono scelte come meta di tanti turisti stranieri, scarseggiano alcuni generi alimentari, come la carne e le medicine.

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