Evasione fiscale Google in Italia: novità e riscontri sulla quotazione in Borsa

Evasione fiscale Google

Guai per il colosso di Internet più conosciuto al mondo, la Procura di Milano sta infatti per presentare il conto per evasione fiscale a Google, reo di non aver versato per intero la stratosferica cifra di 150 milioni di euro al fisco italiano.

La somma sopra indicata corrisponde al 15 % delle entrate di Google, in virtù di tutti i suoi servizi, solo in Italia, cifra che ha raggiunto ben 1 milione di euro, parliamo solo della nostra Penisola perché non si può neanche immaginare quanto possa aver incassato nel mondo

Google nei guai: non dichiarati 300 milioni

Il colosso statunitense non ha dichiarato entrate per l’ammontare di 300 milioni di euro tra il 2008 e il 2013, in luogo del milione che invece ha effettivamente incassato. I dati sono riportati dal quotidiano nazionale La Repubblica che ha seguito minuziosamente le indagini del procuratore aggiunto Francesco Greco, che grazie anche alle indagini condotte dai giornalisti di Repubblica ha aperto un’inchiesta penale per frode fiscale nei confronti del colosso di Internet.

Le imposte evase sui 300 milioni non dichiarati ammonterebbero a 227 milioni di euro, causa per la quale viene contestato al colosso californiano il fatto di aver raggirato il Fisco con introiti pubblicitari pagati dai clienti italiani contabilizzati però in Irlanda, il tutto per non pagare le tasse italiane, che pur essendo molte vanno necessariamente pagate se si fa attività in Italia.

Italia dura con Google: si segue il modello inglese

L’accordo italiano è stato elogiato da Londra che già aveva avuto problemi con Google a cui non ha fatto sconti. Non è la prima volta infatti che il colosso statunitense si trova nei guai con il Fisco, a quanto pare nonostante gli incassi stratosferici non si riesce a trovare in accordo con i vari Governi che devono ogni tanto saldare il conto.

Certamente la presa di posizione dell’Italia influirà non poco sul mercato azionario, si attende infatti una forte flessione del titolo in borsa in virtù della sfiducia degli investitori che potrebbero decidere di liberarsi dei titoli in loro possesso in virtù della maxi multa che Google dovrà pagare al Governo Italiano.

Dal punto di vista dell’Italia si tratterebbe, se si riuscirà ad avere indietro quanto dovuto, di una grandissima vittoria di immagine, nonché della possibilità di avere il denaro che servirà per far fronte alle miriadi di emergenze che sono saltate fuori nell’ultimo anno. Fortunatamente non solo ai ‘poveri’ vengono tolti i soldi, ma anche giustamente ai ricchi (in questo caso a Google), che dovrebbero dare l’esempio.