Eni torna in affari con l’Iran, primo acquisto di una carico di greggio: Mediobanca e Citigroup alzano il target price

Storico affare concluso tra l’Eni e l’Iran, dopo che le sanzioni che avevano bloccato una relazione che durava da diversi anni erano state sospese lo scorso gennaio. Intanto però la quotazione del titolo in Borsa scende dello 0,59%, attestandosi a quota 14,96€.

La chiusura al ribasso è avvenuta dopo che durante la giornata di contrattazioni il titolo aveva toccato i massimi da un anno a questa parte, a quota 15,02 con un volume di scambiati di oltre 10 milioni 625 mila unità.

Oggi comunque è stato siglato lo storico affare che ha visto la National Iranian Oil Company vendere proprio ad Eni un carico di greggio, un anteprima per la stesura di un accordo a lungo termine tra la compagnia italiana e la compagnia di Stato iraniana.

Come annunciato dal direttore esecutivo della società iraniana Seyed Mohsen Ghamsari, l’obiettivo è di riallacciare al più presto le relazioni con un accordo a lungo termine da 100.000 barili di petrolio al giorno.

Dovrebbe entrare in gioco anche la Saras, con un contratto leggermente più modesto ma che garantirà alla società italiana fino a 60.000 barili di petrolio al giorno.

Target price Eni in aumento

Intanto sia Mediobanca che Citigroup aumentano le stime su Eni per i prossimi mesi, con il target price che passa a 17€, con un minimo a 10,80€ ed un massimo a 22,70€.

Il titolo dal giorno dell’accordo dei Paesi Opec sul taglio della produzione ha guadagnato circa il 18%, e con il prezzo del greggio che dovrebbe continuare a salire questo risultato potrebbe essere soltanto l’inizio.

Il titolo Eni è stato inserito dalle maggiori banche d’investimento come uno dei probabili migliori titoli del 2017, grazie al rincaro del prezzo del petrolio ma anche ad una politica di investimenti e riduzioni dei costi per i prossimi tre anni.