Quotazione ENI: reazione positiva a debiti Nigeria, il titolo sale in Borsa sopra i 15 euro

Importante notizia per Eni sul fronte estero, che riguarda gli investimenti fatti dal cane a sei zampe in Africa, in particolare in Nigeria. Lo stato ha finalmente deciso che ripagherà dei debiti, le compagnie impegnate in importanti progetti nel Paese.

Tirano finalmente un sospiro di sollievo sia l’Eni che le altre società impegnate in Nigeria, come Shell, Chevron, Total ed Exxon Mobil. Le quotazioni del titolo oggi sono salite dello 0,53%, portandosi a quota 15,05€ con oltre 27 milioni di scambiati.

L’accordo che è stato firmato ieri riguarda il pagamento di oltre 5 miliardi di dollari di debiti accumulati dalla Nigeria in questi ultimi anni, per colpa della crisi mondiale del prezzo del petrolio, che ha ridotto le casse dello Stato in profondo rosso.

Inoltre i pesanti attacchi degli ultimi tempi agli impianti avevano causato un abbassamento della produzione, con le raffinerie che lavoravano poco sopra il 20% delle loro possibilità.

Un aiuto è arrivato alla Nigeria sia dalla ripresa dei prezzi del petrolio che continuano a salire, sia dalla riunione dei paesi dell’OPEC, che ha deciso di tenere fuori il Paese africano dall’annunciato taglio della produzione.

Eni spera sulla continuità prima dei cambiamenti

La notizia del pagamento dei debiti da parte della Nigeria arriva proprio in un buon momento per l’Eni, con molti analisti che pensano che il titolo sia altamente sottostimato in questo momento, con possibili possibilità di crescita per tutto il 2017.

Eni dovrebbe beneficiare proprio di un progressivo rialzo dei prezzi del petrolio, che porterebbe anche a nuovi investimenti proprio in paesi come la Nigeria, che hanno ancora buone prospettive di crescita.

Intanto da Eni e da Federpetroli fanno arrivare voci in direzione del Governo, su quanto sia necessario in questo momento garantire stabilità alla società ed alle politiche industriali.

Inoltre viene auspicato un ritorno agli investimenti in Italia, Paese dal quale l’Eni, una volta simbolo dello sviluppo economico, sta letteralmente scomparendo.