Effetti Brexit 2017: per Theresa May sarà una Gran Bretagna globale

Effetti Brexit 2017

Quali saranno gli effetti Brexit 2017? Fuori dall’Unione Europea non rappresenterebbe un punto di debolezza per il regno Unito, bensì un punto di forza per il Primo Ministro Theresa May, che spiega ai giornalisti, accorsi per l’incontro Gran Bretagna UE, quali saranno le linee guida del trattato.

La premier spiega che non ci saranno vie di mezzo, quindi niente concordati stile Svizzera o cose del genere in quanto il popolo britannico si è espresso in maniera esplicita per uscire definitivamente dall’Unione Europea, sia come partner esclusivo economico sia politico, per questa ragione quello che sarà concordato sarà un vero e proprio accordo tra due entità statali distinte e sovrane e non una cessione di sovranità in favore dell’Unione con cui, ribadisce la premier, non ci saranno rapporti biunivoci o preferenziali di alcun tipo.

Brexit primo passo per una Gran Bretagna globale

Non solo Europa nei piani della May, ma soprattutto il mondo, ovvero una rete di mercati a livello globale che da sempre sono nel DNA intrinseco del Regno Unito, Paese che storicamente ha sempre legato le sue fortune al commercio prima coloniale e poi internazionale. In pratica per la Gran Bretagna quella con l’Europa poteva essere una partnership non paritaria, ma di sudditanza per una potenza economica che vuole sentirsi libera di creare delle reti non solo con i suoi ex partner coloniali riuniti ora nel mercato comune britannico, ma anche, e soprattutto, con le potenze economiche emergenti rappresentate dal Sud-Est Asiatico e dalla Cina, stati che rappresentano il vero fulcro dell’economia mondiale da prendere seriamente in considerazione.

UE Partner commerciale alla pari degli altri

Per la Premier quindi l’Unione Europea sarà si una partner commerciale, come lo è sempre stato storicamente, ma non dovrà né essere l’unico né essere il principale, perché questa che sarebbe una sorta di dipendenza sarebbe contraria allo spirito cosmopolita del Regno Unito, che specifica la May, non vuole abbandonare l’Europa ma vuole solo che questa stia letteralmente al suo posto, senza cioè entrare in causa in faccende per cui la Gran Bretagna deve rimanere sovrana.

Con queste parole il Primo Ministero sente di esprimere la volontà di tutta la popolazione britannica che si è recata massiccia alle urne per sancire il distacco politico dall’Unione Europea, e quella che poteva diventare una sudditanza economica, spiegando che comunque l’accordo definitivo rimarrà nelle mani del Parlamento, che dovrà ratificare il Referendum Popolare, che in Gran Bretagna è solo orientativo. Quasi sicuramente non ci saranno sorprese, perché il Parlamento britannico è da sempre molto vicino al popolo, ma non si sa mai….