Crisi Alitalia 2017, censura all’Espresso: verità, numeri e aggiornamenti sui posti di lavoro

Crisi Alitalia

L’inchiesta sulla crisi Alitalia non è andata a genio alla compagnia. Questo è certo, vista la diffusione sul web di un documento ufficiale che proverrebbe la censura del periodico italiano sui voli dell’ex compagnia di bandiera. Intanto, però, non si hanno ancora notizie del piano industriale di risanamento, ormai atteso da mesi. Sotto facciamo il punto della situazione.

Crisi Alitalia, l’inchiesta della rivista l’Espresso mette in imbarazzo l’ex compagnia di bandiera

Si chiama mercurio, la bolla di consegna con cui vengono accompagnate le copie gratuite dei giornali che vengono imbarcati sui voli nazionali e internazionali per essere poi distribuite ai passeggeri.

Sul mercurio del 20 gennaio, però, è stato esplicitamente scritto che qualora fossero imbarcate copie dell’ultimo numero de l’Espresso queste non potranno essere distribuiti ai passeggeri dei voli Alitalia. Una minaccia che sa di censura, un atto gravissimo in un Paese democratico, che riflette anche il clima della crisi Alitalia.

Il malcontento sarebbe stato provocato dall’ultimo numero della rivista italiana e dalla sua copertina che riprende il simbolo dell’Alitalia aggiungendo gocce di sangue e il titolo “Chi ha ucciso Alitalia?”.

Il titolo di apertura, infatti, è dedicato al nuovo rischio fallimento della compagnia e contiene prove di conti e investimenti sbagliati che avrebbero portato all’ennesimo rischio crac della flotta.

“Vi informiamo che qualora venga imbarcata la rivista l’Espresso non deve essere distribuita ai guest (passeggeri, ndr)”; queste le inequivocabili parole contenute nella pagina otto del mercurio del 20 gennaio.

Non è, comunque, chiaro chi sia stato a dare l’ordine, né se sia stato impartito dall’alta dirigenza, secondo quanto affermato da il Fatto Quotidiano. Ora Alitalia potrebbe rischiare anche di dover spiegare la situazione alla magistratura.

Conti ancora in rosso ed ennesimo rischio fallimento, Alitalia ha ancora le ali rotte

Non accenna a migliorare la situazione economica dell’Alitalia. Dopo il rischio fallimento e il passaggio da compagnia di bandiera a privata, con l’acquisizione del 49% da parte di Ethiad, le previsioni sul pareggio di bilancio non sono state rispettate.

Secondo i piani, infatti, la compagnia avrebbe dovuto chiudere il 2016 con un pareggio di bilancio. Invece i conti sono ancora in rosso e si stima che questo rosso valga la bellezza di 500 milioni di euro.

Per far fronte a questa nuova situazione di rischio, la compagnia potrebbe avviare un programma di licenziamenti che coinvolgerà nelle migliori ipotesi 1600 persone, nelle peggiori quasi 4 mila.

Programma che lo stesso Luca Cordero di Montezemolo, attuale presidente Alitalia, vorrebbe scongiurare. La situazione è delicata e il tempo stringe. La compagnia, per questo, ha riunito una commissione che studi il caso specifico e proponga alternative.

Oltre a Montezemolo, nel comitato ci sono anche Gaetano Miccichè (Intesa Sanaolo), Federico Ghizzoni (ex ad Unicredit), Giovanni Castellucci (Atlantia), Francesco di Giovanni (Alitalia Cai) e Ahmad Ali Al Sayegh (ad di Dolphin Energy Limited).

Se nessun piano verrà trovato, allora sarà impossibile scongiurare il programma di esuberi della compagnia.