Consulenze esterne Poste Italiane, bufera con la Corte dei Conti: ecco cosa è successo e le conseguenze

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Sono troppe, secondo la Corte dei Conti, le consulenze esterne di Poste Italiane, tanto che l’ente pubblico è caduto in una vera e propria bufera e deve ora giustificare le ingenti spese per lavori fatti fare fuori che ha detta degli esperti sono stati spesso inutili e troppo pagati. Il bandolo della matassa riguarda la comunicazione e le consulenze, giudicate troppo esose proprio ora che arrivano i primi salassi per i contribuenti che vedranno lievitare verso l’alto i costi per le raccomandante e le assicurate, nonché per i pacchi.

Si tratta di un tema dolente per un ente che solitamente non entra nelle spese folli, tanto dolente che ha portato una interrogazione parlamentare messa in atto dall’Italia dei Valori che ha chiesto giustificazioni al Tesoro per una commessa da 12 milioni di euro che riguarda proprio Poste Italiane nel biennio 2014-2016 in favore della Boston Consulting Group.

37 milioni di spese in comunicazione per Poste Italiane

La magistratura contabile ha trovato, nelle sue indagini, ben 37 milioni di spese nel campo della comunicazione, con un aumento delle spese comunicative di 28 milioni rispetto il biennio precedente, cosa che è saltata subito agli occhi ai giudici istruttori. Anche le consulenze hanno fatto lievitare le proprie spese passando da 16 a 21 milioni, con un aumento di ben 5 milioni in un periodo in cui le spese si sarebbero dovute contrarre e non certamente alzare.

La risposta dell’ente poste

Per difendersi dall’uso eccessivo, e soprattutto troppo costoso delle consulenze esterne l’Ente Poste ha risposto spiegando che le consulenze esterne si sono dimostrate essenziali per rispondere in maniera veloce e repentina alle esigenze mostrate dal mercato in determinate aree strategiche come quella informatica, dove c’era assolutamente bisogno di un sistema più avanzato di gestione telematica di conti, obbligazioni, carte ecc., tuttavia permangono dubbi sulla scelta delle società che hanno vinto i vari appalti, cosa che è sembrata non prettamente economica. Si indagherà infatti sui costi dei servizi offerti da varie società riguardo comunicazione e consulenza informatica, i due campi in cui l’ente è stato chiamato a giustificarsi, in modo da capire se effettivamente queste esose spese sarebbero potute essere di meno o se il mercato non offriva soluzioni migliori.

Poste Italiane in una nota ufficiale richiama però chi si occupa di gare e le risorse umane a razionalizzare il più possibile le risorse in modo da diminuire le consulenze esterne, che si sono poi rivelate più costose delle assunzioni dirette. In questa maniera si potrebbero aprire nuovi spiragli di lavoro in diversi settori come la comunicazione, il marketing e l’informatica.