Chiese di Piazza Armerina

Chiese di Piazza Armerina: brevi cenni storici

Nell’ XI secolo la Sicilia, e con essa Piazza Armerina, era dominata dagli arabi ed era frammentata da vari governi spesso in contrasto e lotta fra di loro. In particolare l’emiro di Catania Ibnath Thumnah chiese aiuto al Conte Ruggero (normanno) contro suo cognato il Kaid di Enna. I Normanni furono ben felici di aiutare l’emiro così ebbero la scusa di entrare in quei territori da sempre ambiti. E fu così, un piccolo esercito capitanato dal Conte Ruggero d’Altavilla e dal fratello Roberto il Guiscardo con l’aiuto dello stesso Ibnath Thumnah e da drappelli cristiani siciliani, nel 1061 sbarcò a Messina occupandola. Questo fu l’episodio che determinò l’epopea normanna culminata nella totale conquista dell’isola. Il papa Alessandro II per ringraziare Ruggero regalò un vessillo con l’effige della madonna da consegnare ai combattenti come protezione sui campi di battaglia; tale reliquia è stata ritrovata durante recenti restauri in una delle chiese cittadine di Piazza Armerina. Il comune siciliano della provincia di Enna, nell’entroterra del golfo di Gela, è noto per far parte dei cosiddetti comuni lombardi di Sicilia, il cui vernacolo ha poco a che fare con gli idiomi indigeni e molto invece con quelli piemontesi. Il fatto si spiega in quanto l’area fu colonizzata dalle genti proveniente dal nord e in particolare dal Monferrato in Piemonte. Secondo alcune descrizioni risalenti al 1100 circa, Piazza all’epoca non doveva essere ancora una città, ma un fortilizio che controllava un vasto territorio, abitato da popoli in continuo contrasto. Il nucleo urbano originario fu distrutto e ricostruito in altro luogo ovvero quello attuale di colle Mira. La leggenda narra che per poter mantenere il senso della memoria storica e le tradizioni della vecchia città siano state utilizzate le stesse pietre nella costruzione dei nuovi edifici.

Le più importanti chiese di Piazza Armerina

Possiamo contare ben 29 chiese di mirabile fattura, non tutte però sono destinate al culto. Alcune sono chiuse, alcune hanno cambiato destinazione e vengono utilizzate come fabbriche per altri scopi, altre si trovano in corso di restauro e altre ancora sono parti integranti di conventi. Vi sono inoltre chiese che mantengono inalterato l’impianto originale risalente al XII secolo come la Chiesa di S. Giovanni Battista di Rodi e il Gran Priorato di Sant’Andrea, mentre altre sono risalenti al XV sec. e al periodo barocco

Il Duomo

Percorrendo Via Monte, in salita, si giunge in Piazza Duomo dove si erge in modo maestoso la fabbrica costruita tra il 1604 e il 1719 sul luogo stesso dove sorgeva nel XV. secolo. È un’elegante chiesa in stile gotico-aragonese, ricostruita perché parzialmente distrutta dal terremoto e arricchita tra il ‘400 e il ‘500 da una splendida torre campanaria. La nuova costruzione è stata progettata dall’architetto Orazio Torriani che decise di inglobare nella facciata principale il campanile in stile gotico e l’arco gaginesco posto a destra dell’ingresso. La sua maestosità viene esaltata dalle scalinate frontali e laterali arginate da balaustre in pietra. Una maestosa cupola di 14 m di diametro e con un’altezza di circa 76 m si erge sopra la fabbrica ed è la parte più alta dello skyline della città. La facciata principale di aspetto severo è ravvivata da un ampio portale da 6 colonne tortili che fanno ricordare il baldacchino del Bernini nella basilica di S.Pietro a Roma. Il tutto è sormontato da un ampio finestrone a timpano affiancato da due volute in stile barocco. L’interno si sviluppa con una pianta a croce latina in una unica navata e cappelle laterali intercomunicanti fino ad arrivare al transetto illuminato dalle ampie vetrate della cupola. L’altare del presbiterio è sormontato da una custodia in argento che contiene un’immagine di una madonna in stile bizantino, Maria SS. Delle Vittorie, identificata dalla tradizione locale come l’immagine che il papa regalò a Ruggiero II.

Chiesa di S. Ignazio

La chiesa situata in via Conti, è inserita in un collegio dei Gesuiti che si stabilirono a Piazza nel 1603. La pianta del tipo a croce latina è distribuita su tre navate dove quella centrale è particolarmente ampia. All’ estremità del transetto, che non sporge dal rettangolo di pianta secondo una tendenza comune alle chiese gesuitiche del tempo, insistono due fastosi altari barocchi in stucco con colonnine tortili. Attualmente in due locali del piano terra è ospitata la biblioteca comunale che contiene documenti risalenti al 1309.

Gran Priorato di Sant.Andrea

E’ la chiesa più antica di Piazza Armerina ed è l’unica che si può osservare nella sua interezza vista la sua posizione esterna al nucleo urbano. e’ una delle opere più interessanti dell’arte medioevale siciliana. Fu fondata nei primi decenni del X secolo e si sviluppò entro il XII perché distrutta prevalentemente dal terremoto del 1169 e non proprio dalla ribellione della città a Guglielmo I. L’impianto e le facciate si presentano all’occhio di chi guarda in modo estremamente sobrio, potremmo definirlo con un accezione moderna “minimalista”. Il prospetto principale ha un ingresso ricavato nella facciata caratterizzato da un portale in stile arabo-normanno. L’interno a croce commissa si sviluppa in una lunga navata, dominata da un transetto sopraelevato a bracci molto pronunziati, su cui si aprono l’abside principale e due absidiole laterali, incise nel grosso muro, che ripetono il motivo arabo della colonna inalveolata negli stipiti. Da restauri effettuati tra gli anni ’50 e ’60 si è rilevato la presenza di una serie di affreschi databili dal XII al XV secolo, che assegnano al monumento uno dei primi posti nella storia della pittura medioevale siciliana.
Nelle pareti dell’interno sono state scoperte, sotto un intonaco, una serie di affreschi inquadrabili all’epoca della pittura medioevale siciliana.
In atto tali affreschi sono stati rimossi per essere sottoposti ad opere di restauro.

Il convento di S. Maria di Gesù

Risale alla prima metà del 1400 ed ospitava i frati minori osservanti. L’edificio presenta un porticato con pilastri, sul quale si sviluppa un’ampia loggia sorretta da esili colonnine marmoree.

La chiesa di Fundrò

Intitolata a S. Rocco risale al 1613, epoca in cui fu costruita. Nel 1622 fu affidata ai benedettini della abazia di Fundrò. Il prospetto della chiesa presenta un magnifico portale di tufo finemente intagliato, di stile barocco.

La Commenda

Chiesa del XII secolo, fu la sede della commenda dell’ordine dei cavalieri di Gerusalemme e poi di Malta; la sua architettonica ha uno stile gotico semplice e nell’interno un soffitto ligneo a cassettoni con capriata.

La chiesa di Santo Stefano

Fu costruita all’inizio del XVII secolo. Fu ingrandita nel 1660, decorata all’interno e arricchita da una facciata che presenta un portale finemente barocco e un campanile che sovrasta un attico a trifora. E’ chiesa parrocchiale.

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