Cedolare Secca 2017: tasse da pagare, calcolo affitto Agenzia delle Entrate, acconto e contratto transitorio

cedolare secca

Oggigiorno si sente sempre più parlare della cedolare secca riguardo alle locazioni, ovvero a quelle pratiche sugli immobili che erroneamente prendono il nome di affitto (affitto viene usato legalmente solo per quanto riguarda i terreni e mai gli immobili), questa cedolare è un regime fiscale facoltativo che spesso risulta però molto conveniente per i locatori e per questa ragione è sempre più usata. Vediamo ora tasse da pagare e calcolo affitto della cedolare secca 2017.

Locazioni con cedolare: perché conviene

La cedolare permette un’aliquota di imposta Irpef che si calcola sull’intero canone di locazione annuo stabilito, questa aliquota equivale al 21% per quanto riguarda i contratti disciplinati dal codice civile o a canone libero, mentre dal 2014 al 2017 incluso l’aliquota è ridotta al 10% per i contratti di locazione a canone concordato, agevolando non poco il locatore e anche il conduttore (ovvero l’affittuario), in quanto il canone d’affitto essendo fortemente scontato sarà anche più basso per l’inquilino che vi abita. La cedolare secca deve essere esclusivamente applicata sugli immobili a uso abitativo, e quindi appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (con l’esclusione degli uffici che rientrano nella classe A10 e che non possono avvalersi della cedolare). Tale possibilità non è poi offerta a tutti i comuni ma solo a quelli con carenza di disponibilità di posti e quelli ad alta densità abitativa come è per l’appunto Roma.

Il proprietario dell’immobile che decide quindi di avvalersi della possibilità di avere un’aliquota Irpef agevolata deve dare comunicazione del regime adottato al conduttore (che è l’affittuario come erroneamente si chiama nel linguaggio comune) tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno con la quale si impegna a rinunciare ad aumenti del canone per tutto il periodo del contratto d’affitto, adeguando solo l’importo della locazione all’inflazione in base ai dati ISTAT.

Come si calcola il reddito con la cedolare

È importante spiegare che il reddito sottoposto alla cedolare secca, ovvero quello percepito dalla locazione (affitto) annualmente, deve essere escluso dal reddito complessivo del locatore e va calcolato solo in virtù del modello Isee, cioè quello sulla certificazione del reddito. Inoltre sul reddito che si percepisce con cedolare secca non è possibile fruire di oneri deducibili e detrazioni fiscali, appunto perché l’aliquota Irpef è già ridotta di suo passando dal 21% al 10%, cosa certamente non da poco.

Al regime fiscale agevolato si può accedere compilando il modello RLI (ovvero la richiesta di registrazione e adempimenti successivi) tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.