Cambio Euro/Dollaro sempre più su grazie ai dati sull’inflazione dell’Eurozona. Ma occhio al Super dollaro

Cambio Euro Dollaro previsioni Forex

Contro ogni aspettativa il cambio Euro/Dollaro è tornato a salire durante queste feste natalizie, portandosi oggi abbondantemente sopra quota 1,05, precisamente a quota 1,05155 in rialzo dello 0,27% rispetto alla giornata di ieri.

Anche se la maggior parte degli analisti avevano previsto un trend del cambio sempre più lanciato verso la parità a causa del super dollaro, dalla pausa natalizia l’Euro ha iniziato a risalire fino a sfondare la quota psicologica di 1,05.

Le ragioni di tale inversione di tendenza sono molteplici e non devono far dormire sonni tranquilli alla moneta unica.

Innanzitutto bisogna tenere conto della grande liquidità presente sui mercati durante le festività natalizie, che non trovando molti sbocchi si è spostata sul cambio EUR/USD.

Inoltre gli ottimi dati sull’inflazione UE hanno aiutato la risalita dell’Euro, anche per la grande attesa dell’insediamento del neo Presidente Trump e dell’avvio delle sue politiche economiche.

Attenzione ai verbali del FOMC

Prima di festeggiare l’inversione di tendenza rispetto al crollo dell’Euro sul Dollaro americano, bisognerà aspettare l’importantissimo appuntamento di stasera alle ore 20,00 quando saranno pubblicati i verbali del FOMC.

La risalita dell’Euro è dovuta in gran parte all’inflazione in zona Euro ai massimi da oltre 3 anni, ed ai dati positivi sugli indici manifatturieri di Italia, Germania, Francia ed Eurozona.

Medio termine su Fed e Trumpeconomy

Per quanto riguarda le previsioni a breve termine queste non cambiano, con gli analisti che continuano a credere nella vicina parità Euro Dollaro entro la prima parte del 2017.

Grande attenzione in particolare alle conferme sui rialzi dei tassi di interesse da parte della FED ed all’avvio delle politiche economiche di Donald Trump, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti nelle infrastrutture.

Inoltre la risalita del prezzo del petrolio dovrebbe far ripartire anche il settore degli oli di scisto americani, che con prezzi sopra i 55 dollari al barile sarà in grado di attrarre nuovamente ingenti investimenti.