Borsa: BCE preoccupata, ma la Fed potrebbe alzare i tassi di interesse

La Bce di Mario Draghi spinge al ribasso i listini europei. Il governatore si è detto preoccupato per l’acuirsi della crisi ma, al momento, ha deciso di lasciare invariati gli strumenti a sostegno dell’economia e dell’inflazione, ancora ai minimi. Per Draghi lo scenario economico del vecchio continente potrebbe degenerare nei prossimi mesi. E forse proprio questa è stata la spinta a non intervenire ulteriormente, per avere armi a disposizione da poter utilizzare quando questo scenario diventerà realtà.

Allo stesso tempo la Fed lascia trapelare indiscrezioni che fanno pensare ad un rialzo dei tasso. La cosa potrebbe essere possibile già per la fine di settembre. Secondo Rosengren (membro della Fed con diritto di voto) ci sono delle reali condizioni a favore di un possibile rialzo dei tassi. Anzi, il rialzo dei tassi è auspicato, perchè altrimenti  l’economia Usa rischia di surriscaldarsi (e lo stesso rischio potrebbe essere corso dai mercati finanziari americani, già sui massimi). Non a caso abbiamo già sottolineato più volte che il mercato del lavoro viaggia verso la piena occupazione nel corso del prossimo anno e l’inflazione sta arrivando, velocemente, al target obiettivo del 2% anno.

Con tutti i listini in rosso si denotano scossoni anche sulla borsa virtuale (se non sai cos’è qui trovi tutte le informazioni: http://www.migliorefinanza.com/2016/08/30/borsa-virtuale-cose-funziona/ ) che da tempo è un indicatore interessante per misurare il sentiment. Tra gli scenari plausibili per i prossimi mesi ne prospettiamo 2, entrambi negativi. Il primo è quello di un forte ribasso dei mercati con scenari da panic selling.

Il secondo, e più auspicabile, è una lenta discesa dei mercati americani (e sulla scia, di quelli europei) che possano riallinearsi ai reali valori dell’economia mondiale. Un’economia che sta attraversando una fase storica di assoluta importanza. Una fase che potremmo anche definire di transizione, che determinerà il modo di vivere dei prossimi decenni. Insomma meglio dover affrontare una lenta e moderata decrescita finanziaria che un vero e proprio crollo diffuso dei mercati.