Azzolini, quegli abbracci vergognosi nel Senato

Azzolini, quegli abbracci vergognosi nel Senato
Azzolini, quegli abbracci vergognosi nel Senato

Uno spettacolo davvero vergognoso quello degli abbracci elargiti al (dis)onorevole Antonio Azzolini che si sono visti nel Senato della Repubblica Italiana.

Non solo Antonio Azzolini è salvato dal carcere sicuro dai suoi colleghi in modo indegno ma è anche stato riempito di abbracci e baci. Uno spettacolo pietoso.

Un esempio indecoroso e pericoloso che la classe politica nostrana dà alle future generazioni.

Il messaggio è: diventa senatore con tutti i mezzi che puoi, anche usando i voti della camorra, e poi uccidi anche tua madre, tanto non ti potrà mai succedere nulla.

Che dire? Si parla sempre di “garantismo”. Anzi se ne parla troppo, al punto che si è perso il vero significato di questo termine. Bisogna essere garantisti fino a “prova contraria” non quando c’è certezza del reato come in questo caso.

Per chi lo avesse dimenticato, si ricorda che la Procura di Trani e della Guardia di Finanza di Bari dopo tre anni di indagini ha scoperto che dietro la Onlus “Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza Opera don Uva”, ente ecclesiastico – manco a dirlo – convenzionato con il Servizio Sanitario di Puglia e Basilicata che doveva occuparsi della cura e dell’assistenza delle persone con problemi psichiatrici, c’era un business miliardario.

Il piano è stato partorito da una diabolica associazione per delinquere che aveva un unico scopo: frodare lo Stato, ossia noi cittadini.

Assunzioni clientelari, debiti per 500 milioni di euro oltre 350 dei quali nei confronti dello Stato, un conto corrente con la causale “Postulatore beatificazione Don Uva” che serviva a frodare ingenui benefattori.

Insomma chi più ne ha, più ne metta. E indovinate chi fra gli altri ha ricevuto la notifica di un mandato di arresto per la vicenda? Antonio Azzollini senatore del Nuovo Centrodestra e, udite, udite, Presidente della Commissione Bilancio.

Attenzione! Non era un avviso di garanzia, ma un mandato di arresto. Ma ora i colleghi senatori salvano e abbracciano il “caro” Azzolini.

Che dire? Dire “sì” al suo arresto avrebbe potuto scatenare un pericoloso effetto domino? Non lo sappiamo. Ma come dice il vecchio detto: a pensar male si fa peccato ma, sovente, si indovina.

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