Azioni Tiscali: analisi del 31 Maggio

“What goes up, must come down”, recita un proverbio inglese, che tradotto in italiano può essere reso come “ciò che sale deve scendere”. Si tratta di un adagio che ben si addice alle aziende che si quotano nel mercato finanziario, un ambito che a volte presenta dei casi emblematici di rialzi spropositati, che si rivelano poi delle bolle speculative assai pericolose per chi investe. Le azioni di Tiscali possono essere collocate nella categoria delle “false promosse”, in quanto il loro valore aveva raggiunto quote stratosferiche all’inizio del millennio, ma se osserviamo il prezzo attuale scopriamo che la loro quotazione è di appena 5 centesimo a titolo, a fronte di quasi 1200 euro ad azione fatto registrare all’inizio del nuovo millennio. Ma come è potuto accadere tutto questo? Ed esistono delle possibilità di ripresa del titolo?

Tiscali ha fatto il suo ingresso in Borsa nell’ottobre del 1999, attirando da subito un forte interesse da parte di numerosi investitori, sia nazionali che esteri: si trattava al momento di uno dei principali esponenti della new economy, grazie alle sue idee innovative e alle ottime prospettive di crescita, tanto da proporsi come leader nel settore degli operatori del servizio internet in Italia, minacciando il predominio di Telecom. Queste aspettative si sono rapidamente tradotte in fasi rialziste che hanno portato il titolo a raggiungere in poco tempo quota 150 euro, a seguito di un’offerta iniziale di 46 euro.

Attirati dalla tendenza “toro”, gli investitori si moltiplicavano con un ritmo forsennato di 30 mila alla settimana, facendo salire le azioni in orbita: nel marzo del 2000 si arrivava al prezzo di 1997 euro per titolo. È proprio in questo momento che iniziava a delinearsi una successiva fare ribassista, benché sia i vertici dell’azienda, sia gli azionisti contavano in un ulteriore quanto irrealistico rialzo: a seguito dell’aumento del 2500%, si verificò un brusco ribasso che fece precipitare il titolo a quota 40 euro in pochi giorni, innescando un inesorabile calo che ha portato le azioni ad un prezzo di 2 euro nel 2004, per poi raggiungere l’attuale valore di pochi centesimi.

Le prospettive attuali del titolo Tiscali non sono incoraggianti: le quotazioni sono stabili da diversi anni e l’esperienza traumatica dei primi anni nei mercati borsistici pare aver inciso in maniera indelebile sui programmi finanziari dell’azienda, tuttora in difficoltà.