Autismo e una nuova legge che non basta

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La prima legge sull’autismo è stata approvata ieri dalla commissione Sanità del Senato. Tante le critiche per l’assenza di risorse.

Ma cosa la legge sull’autismo? Ogni tre anni ci dovrà essere l’aggiornamento delle Linee di indirizzo per il miglioramento della qualità dell’assistenza dell’intera vita dei soggetti autistici.

Tutto ciò per dare maggiori possibilità anche ai bambini e agli adulti nella vita sociale e lavorativa.
L’autismo sarà inserito nei Lea, Livelli essenziali di assistenza, per garantire le prestazioni sanitarie di base con il pagamento in parte attraverso il ticket sanitario e essere in grado di fare una diagnosi precoce. Poi ci sono le cure che non devono essere diverse da Regione a Regione.

I finanziamenti integrativi del Fondo sanitario saranno negati alle regioni che non garantiranno interventi in caso di tale patologia.

Il ministero della Salute promuove anche la ricerca biologica e genetica sulle cause dell’autismo, sulla riabilitazione e l’inserimento nella vita sociale.

I presidenti di Camera e Senato sono soddisfatti delle decisioni prese.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin afferma che la legge è «il frutto di un grande lavoro condiviso». «Un importante traguardo» la definisce Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione e presidente della Fondazione italiana per l’autismo. «Un importante primo passo al quale stanno seguendo e seguiranno altri per far si che si guardi all’autismo non più e non solo dal punto di vista del disturbo ma da quello della persona».

Ma il punto della questione è proprio che questa legge non può essere sufficiente a risolvere i problemi di chi soffre di disturbi dello spettro autistico.

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