ASI, Kepler-452b non il solo pianeta sosia della Terra

ASI, Kepler-452b non il solo pianeta sosia della Terra
ASI, Kepler-452b non il solo pianeta sosia della Terra

Entro pochi mesi potrebbero essere scoperti molti altri esopianeti di Kepler-452b, il gemello della Terra: parola di Roberto Battiston Presidente dell’ASI.

Il Presidente dell’ASI, Agenzia Spaziale Italiana, sempre esserne convinto: Kepler-452b non è il solo pianeta al di fuori del sistema solare che caratteristiche simili alla Terra.

Lo studio degli esopianeti è iniziato circa un ventennio fa. Allora, dice Battiston commentando con entusiasmo l’ultima scoperta della Nasa, “non si pensava di potere vedere un pianeta come Kepler-452b, che sembra riprodurre in modo impressionante le caratteristiche della nostra Terra, ma vi assicuro che entro pochi mesi ne vedremo degli altri. Avremo altre opportunità”.

Ne è convinto il presidente dell’Agenzia Kepler-452b, il pianeta gemello del nostro, è stato chiamato così perché scovato da Kepler, il potente telescopio spaziale che ha già trovato molti altri oggetti celesti.

“Ce n’è per tutti i gusti – dice scherzando Battiston -. Ne è stato osservato uno, ad esempio, fatto di diamante. Ce ne sono quasi quattro mila che sono stati via via analizzati”.

Ora però “siamo finalmente arrivati a un caso che assomiglia molto a quello del nostro sistema planetario con una stella grande come il Sole, con un pianeta grande come la Terra che in circa 385 giorni, poco più del nostro anno, e lo fa a una distanza corrispondente a quella tra la Terra e il Sole”.

Battiston è certo che i pianeti come la Terra “esistono di sicuro”. “Sono pronto a scommettere – dice – che ne avremo una famiglia intera tra qualche mese o un anno”.

Intanto del gemello della Terra grazie a strumenti sempre più sofisticati e precisi come Kepler, si riescono a osservare “alcune proprietà e mano a mano che gli strumenti si affinano riusciremo a capire di cosa è fatta la sua atmosfera, se c’è dell’ossigeno o tracce di molecole complesse”.

Insomma, conclude Battiston: “Stiamo espandendo enormemente la capacità di studiare gli esopianeti. L’obiettivo è di rispondere alla domanda delle domande, se la vita esista”.

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