Anticipo Pensionistico 2017: novità, importo e requisiti, a chi spetta?

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L’ultimo atto del governo Renzi è stato quello dell’approvazione della legge di stabilità contenente anche disposizioni in materia di riforma del sistema pensionistico italiano. All’interno della riforma è stato introdotto anche l’anticipo pensionistico che permette di andare in pensione prima, andando a rivedere uno degli annosi problemi della riforma Fornero.

Anticipo pensionistico, tutte le novità dalla riforma

Tra le novità più discusse della nuova riforma delle pensioni, sicuramente l’anticipo pensionistico è quello che ha generato più discussioni e perplessità. Il nuovo strumento a disposizione dei futuri pensionati si divide in due: sociale e volontario.

L’anticipo pensionistico sociale è uno strumento predisposto per chi ha già compiuto 63 anni e ha un’anzianità contributiva di almeno 30 anni. In questo caso lo Stato si accolla le spese dei contributi rimanenti permettendo al soggetto di andare in pensione in anticipo rispetto agli attuali requisiti.

L’anticipo pensionistico volontario, invece, richiede la sottoscrizione di un prestito a tasso agevolato il cui rimborso sarà decurtato direttamente dall’assegno di pensione. In questo caso il prestito servirà a pagare gli anni di contributi non ancora maturati. Possono accedere a questa formula tutti coloro che hanno compiuto 63 anni di età e che abbiano maturato almeno 20 anni di contributi.

L’anticipo pensionistico va a sanare una delle tante criticità individuate a seguito della riforma Fornero che qualche anno fa andò a modificare il sistema pensionistico italiano provocando un’impennata degli anni necessari per accedere alla pensione, irrigidendo così l’uscita dal mercato del lavoro

Requisiti indispensabili per andare prima in pensione

La riforma delle pensioni individua dei termini ben precisi per poter accedere all’anticipo pensionistico. Nel caso della formula sociale l’accesso è possibile a tutti quei soggetti che, essendo in possesso dei requisiti di tempo su descritti, si trovino in particolari fasce socio-economiche.

Queste fasce comprendono, ad esempio, disoccupati che abbiano terminato da tre mesi di ricevere la disoccupazione, coloro che abbiano un parente diversamente abile, coloro a cui venga riconosciuta un’invalidità del 74% e tutti quei lavoratori che svolgono da almeno sei anni una delle mansioni considerate dalla legge come usuranti (in questo caso il governo ha individuato 11 categorie di lavori usuranti).

Per quanto riguarda l’anticipo pensionistico volontario, invece, sono da considerare anche una serie di costi che vengono applicati. Sul prestito da restituire in venti anni, infatti, oltre agli interessi c’è da aggiungere anche l’assicurazione premorienza che serve a proteggere il prestito nel caso di morte.

Per far fronte a quest’ulteriore aggravio, lo Stato ha previsto di farsi carico un massimo del 50% degli interessi totali dovuti, pari a un ventesimo delle spese aggiuntive, grazie all’erogazione di un credito d’imposta annuo.

Per qualsiasi informazione e chiarimento in merito all’anticipo pensionistico si consiglia di rivolgersi alla sede Inps più vicina o, in alternativa, di cliccare sul sito ufficiale dell’ente italiano.